20.03.07 · 2026-09-29 · 05:08:59
Il codice EER 20.03.07 classifica i rifiuti ingombranti nel capitolo dei rifiuti urbani. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra il flusso con un gestionale RENTRI.
rifiuti ingombranti
Il codice EER 20.03.07 identifica i rifiuti ingombranti, cioè beni durevoli che per dimensioni o peso non entrano nei circuiti ordinari di raccolta: mobili, materassi, reti, divani, porte e infissi dismessi, biciclette, grandi giocattoli, attrezzi da giardino. La descrizione ufficiale è volutamente ampia e non elenca materiali, perché il criterio è la dimensione dell'oggetto e non la sua composizione.
Il codice sta nel capitolo 20, rifiuti urbani, sottogruppo 20 03, altri rifiuti urbani. Il capitolo copre sia i rifiuti domestici sia quelli simili prodotti da attività commerciali, industriali e istituzioni, comprese le frazioni della raccolta differenziata. L'ingombrante è per natura un rifiuto composito: legno, metallo, imbottiture, tessuti e plastica convivono nello stesso oggetto. Per questo non trova posto nei codici delle singole frazioni del gruppo 20 01, né tra i rifiuti di giardini e parchi del 20 02.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. Restano fuori le apparecchiature elettriche ed elettroniche, che hanno codici propri nel gruppo 20 01, e i materiali da demolizione, che rientrano nel capitolo 17. Un armadio dismesso da una famiglia e uno da un ufficio finiscono nello stesso codice, purché il secondo rientri tra i rifiuti urbani secondo le regole applicabili.
Per gli operatori tenuti alla tracciabilità, il flusso degli ingombranti si registra oggi in ambiente digitale. Un gestionale RENTRI permette di collegare formulari e registri al codice 20.03.07 e di ricostruire i quantitativi per ogni conferimento.
Chi svuota appartamenti, cantine e uffici si trova ogni giorno davanti a mobili che il cliente non vuole portare con sé. Armadi smontati, letti, cucine componibili, poltrone: oggetti troppo grandi per il cassonetto e troppo eterogenei per una frazione differenziata. Il codice 20.03.07 è quello che ricorre più spesso nei loro conferimenti.
Il problema pratico è la separazione a monte. Un frigorifero o una lavatrice trovati nello stesso sgombero non sono ingombranti ma RAEE, e vanno tenuti distinti. Per un'impresa che movimenta volumi costanti, un software per RENTRI aiuta a tenere in ordine formulari e registrazioni per ciascun codice, evitando che l'ingombrante diventi un contenitore generico di tutto quello che non si sa dove mettere.
Le strutture ricettive rinnovano gli arredi delle camere a cicli regolari, in genere ogni cinque o dieci anni. Quando si cambiano materassi, testiere, comodini e poltroncine di decine di stanze in una volta sola, il volume prodotto è rilevante e concentrato in pochi giorni.
Questi rifiuti, se rientrano tra gli urbani secondo le regole applicabili alla struttura, prendono il codice 20.03.07. Il materasso in particolare è un caso tipico: schiume, molle e tessuti insieme, difficile da scomporre sul posto. La direzione della struttura deve concordare il ritiro con il gestore del servizio o con un trasportatore autorizzato. Per il trasportatore, la gestione rifiuti con RENTRI significa registrare il carico con il codice corretto e i quantitativi effettivi del conferimento.
Il capitolo 20 cita espressamente le istituzioni, e non a caso. Scuole, uffici comunali, biblioteche e sedi di enti dismettono periodicamente banchi, sedie, cattedre, scaffalature metalliche e armadi da archivio. Spesso si accumulano in depositi e magazzini finché un intervento di riordino non li porta tutti insieme allo smaltimento.
Il codice 20.03.07 copre questi arredi quando sono trattati come rifiuti urbani. Un banco scolastico unisce piano in laminato e struttura in acciaio, e finché non viene scomposto resta un ingombrante. Per l'ente il passaggio delicato è la documentazione dello scarico patrimoniale e del conferimento. Chi ritira e trasporta, se soggetto alla tracciabilità, registra il movimento sul RENTRI con il codice e i dati del produttore.