Cosa rientra nel codice EER 19.13.07*, perché i rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose, sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti liquidi acquosi e rifiuti concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 19.13.07* identifica i rifiuti liquidi acquosi e i rifiuti concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose. Nei sistemi di bonifica, le acque contaminate si trattano con stripping, carboni attivi, osmosi e ossidazione; i liquidi di scarto e i concentrati contengono gli inquinanti in forma concentrata.
In pratica vi rientrano le fasi liquide separate dai sistemi di trattamento, le acque di lavaggio e di controlavaggio dei filtri, i concentrati dei sistemi a membrana e le fasi oleose o solventi recuperate dalla falda. Contengono metalli, solventi clorurati, idrocarburi e altri contaminanti. La bonifica delle falde dura anni, e la quantità di liquidi pericolosi tende a diminuire man mano che gli inquinanti si esauriscono.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.13. Ha come voce gemella non pericolosa la 19.13.08. Si distingue dai fanghi delle voci 19.13.05* e 19.13.06. Le acque depurate che rispettano i limiti si scaricano, e non sono rifiuti.
L’asterisco segnala la pericolosità: i liquidi vanno raccolti in cisterne a tenuta e consegnati a impianti autorizzati. Per un impianto di bonifica delle falde, un software per RENTRI che affianchi ogni invio di liquidi pericolosi alle analisi aiuta a seguire la riduzione degli inquinanti nel tempo.
Gli impianti producono liquidi di scarto e concentrati con una frazione molto inquinata, da gestire a parte. I concentrati dei sistemi a membrana sono tra le frazioni più cariche. Le analisi dei concentrati sono più frequenti di quelle dell’acqua depurata.
I liquidi si raccolgono in cisterne e si inviano a impianti chimico-fisici o a incenerimento. Le cisterne hanno bacini di contenimento.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra ogni uscita di liquido con volume, analisi e destinazione, e controlla l’andamento dei concentrati nel corso della bonifica.
I responsabili pianificano la gestione dei liquidi di scarto per tutta la durata dell’intervento. Il piano di gestione indica quali liquidi si prevede di produrre e con quali destinazioni. Il piano considera anche i costi di trasporto e di trattamento.
I liquidi si analizzano a cadenza e si destinano a impianti autorizzati. Le analisi si ripetono quando cambiano le condizioni del pozzo.
La gestione rifiuti con RENTRI offre all’impresa un quadro dei ritiri di tutti i cantieri e dei costi per falda trattata, utile anche per la rendicontazione al committente.
Gli impianti autorizzati ricevono i liquidi in autobotte e li trattano o li inceneriscono. Gli impianti chimico-fisici trattano i liquidi con ossidazione, precipitazione e filtrazione, mentre quelli con solventi o oli vanno a termodistruzione. I mezzi sono lavati dopo lo scarico.
Prima dell’accettazione l’impianto chiede un’analisi completa e un campione, per verificare la compatibilità con la linea di trattamento.
Un software per RENTRI permette all’impianto di legare ogni autobotte ricevuta al cantiere di origine e all’analisi.