EER 19.11.03* rifiuti liquidi acquosi e gestionale RENTRI

19.11.03* · 2026-09-29 · 03:44:16

Codice EER 19.11.03* rifiuti liquidi acquosi

Acque di processo della rigenerazione degli oli usati, con idrocarburi e metalli

Cosa rientra nel codice EER 19.11.03*, perché i rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla rigenerazione degli oli sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti liquidi acquosi

Inquadramento

Il codice EER 19.11.03* identifica i rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla rigenerazione degli oli. Il trattamento degli oli usati comporta la separazione dell’acqua e delle impurità: le acque di processo escono cariche di idrocarburi disciolti ed emulsionati, di metalli e di additivi, e sono classificate come rifiuti pericolosi.

In pratica vi rientrano le acque di disidratazione dell’olio usato, le acque di condensa dei processi di distillazione, le acque di lavaggio e di spurgo degli impianti, e le acque di lavaggio dei serbatoi. Sono torbide e maleodoranti, e richiedono un trattamento specifico, di norma chimico-fisico e biologico. Il carico organico delle acque varia con la qualità degli oli usati ricevuti.

Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.11. Si distingue dai fanghi del trattamento in loco di effluenti delle voci 19.11.05* e 19.11.06 e dalle acque oleose del capitolo 13. Spesso vengono trattate in un depuratore interno.

L’asterisco segnala la pericolosità: i liquidi vanno trattati in sito o raccolti in cisterne a tenuta e consegnati a impianti autorizzati. Per un impianto di rigenerazione, un gestionale RENTRI che affianchi ogni invio di acque pericolose alle analisi sugli idrocarburi e sui metalli rende più semplice dimostrare il percorso del rifiuto.

Impianto di rigenerazione di oli usati

Gli impianti producono acque di processo in quantità, che trattano nel proprio depuratore o inviano all’esterno. Il depuratore interno riduce il carico prima dello scarico.

Le acque si raccolgono in vasche, si analizzano e si depurano con trattamenti chimico-fisici e biologici. Le vasche di raccolta hanno bacini di contenimento.

Con un software per RENTRI l’impianto registra i volumi di acque inviate al depuratore interno e quelli ceduti all’esterno, e può confrontarli con le quantità di olio rigenerato.

Impianto di trattamento chimico-fisico di rifiuti liquidi

Gli impianti esterni ricevono le acque in autobotte e le depurano, con separazione degli oli residui. Le acque oleose si separano per gravità e per coalescenza. Gli impianti esterni verificano il contenuto di oli e di solventi prima di accettare l’autobotte, perché il carico deve essere compatibile con il loro trattamento.

Il trattamento comprende la separazione degli oli residui, l’ossidazione e la depurazione biologica, e produce fanghi da smaltire a loro volta.

Un gestionale RENTRI consente all’impianto esterno di collegare ogni autobotte ricevuta al produttore e all’analisi di caratterizzazione.

Trasportatore di rifiuti liquidi pericolosi

Il trasporto avviene con autobotti e personale abilitato. La cisterna ha dotazioni per il carico sicuro dei liquidi pericolosi, come valvole di sicurezza e dispositivi di messa a terra.

I mezzi viaggiano con la documentazione di accompagnamento e le dotazioni previste. Il conducente ha la formazione prevista per il trasporto di merci pericolose.

Per un trasportatore, un software per RENTRI che tenga insieme i dati di ogni viaggio, dal ritiro alla consegna, semplifica la risposta a controlli su strada.

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