19.11.01* · 2026-09-29 · 03:41:18
Il codice EER 19.11.01* identifica i filtri di argilla esauriti della rigenerazione degli oli usati. Cosa sono, chi li produce e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.
filtri di argilla esauriti
Il codice 19.11.01* identifica i filtri di argilla esauriti che escono dai processi di rigenerazione degli oli usati. Si tratta di masse adsorbenti a base di argille attivate, bentoniti o terre decoloranti, impiegate nella fase di finissaggio per togliere dall'olio recuperato colore, residui acidi, composti polari e metalli in tracce. Una volta saturo, il materiale perde capacità di ritenzione e va sostituito.
Il rifiuto sta nel capitolo 19 perché nasce dentro un impianto di trattamento rifiuti: l'olio in ingresso è già un rifiuto, in genere con codici del capitolo 13, e l'argilla che lo ripulisce diventa a sua volta scarto di processo. Il sottogruppo 19.11 raccoglie ciò che deriva dalla rigenerazione degli oli, insieme a fondi di distillazione, catrami acidi e acque di processo.
L'asterisco segnala la pericolosità. L'argilla esausta trattiene idrocarburi, additivi degradati, zolfo e metalli pesanti provenienti dall'olio trattato. La voce non ha una gemella non pericolosa, quindi il codice si applica senza margini di scelta. Per il produttore questo comporta la gestione come rifiuto pericoloso, con la tracciabilità in RENTRI secondo le scadenze previste per la propria categoria. Nella pratica il materiale viene tenuto in contenitori chiusi e al coperto, perché imbevuto d'olio tende a percolare e a rilasciare odori.
È il produttore tipico. L'olio esausto raccolto arriva in impianto, passa per disidratazione, distillazione sotto vuoto e infine per una sezione di finissaggio dove viene messo a contatto con argilla attivata in colonna o in reattore a percolazione. L'argilla adsorbe le impurità residue e restituisce una base lubrificante chiara, adatta a essere riformulata.
Quando la resa cala, il letto viene scaricato e il materiale imbevuto d'olio diventa 19.11.01*. Le quantità sono rilevanti e ricorrenti, per cui le annotazioni sul registro e i formulari in uscita hanno cadenza fissa. Un gestionale RENTRI collegato ai dati di produzione permette di registrare ogni scarico del letto senza ricostruire a posteriori pesi e date.
Alcune raffinerie e stabilimenti petrolchimici gestiscono, accanto alla produzione primaria, una linea dedicata al recupero di oli usati conferiti da terzi o generati internamente. Il processo replica quello dei rigeneratori: separazione dell'acqua, taglio delle frazioni leggere e finissaggio con terre adsorbenti.
L'argilla esausta che ne esce prende il codice 19.11.01* perché la linea opera come impianto di trattamento rifiuti e la fonte del contaminante è l'olio recuperato. In un sito che produce decine di codici diversi, distinguere questo rifiuto dalle terre decoloranti della raffinazione primaria, che hanno un'altra origine e un altro codice, evita errori di attribuzione nel registro. Un software per RENTRI con anagrafiche separate per linea di processo rende il controllo più semplice.
Le piattaforme che raccolgono olio esausto da officine, autodemolitori e industrie in alcuni casi non si limitano allo stoccaggio. Effettuano un pretrattamento per rendere il lotto conforme alle specifiche del rigeneratore: decantazione, filtrazione grossolana e, dove serve, un passaggio su letti di argilla per abbattere acidità e sedimenti fini.
Il filtro di argilla saturo che ne risulta rientra in 19.11.01*, trattandosi di argilla esaurita nel ciclo di rigenerazione dell'olio, anche se la fase finale si completa in un altro impianto. I volumi sono minori rispetto a un rigeneratore completo, ma la gestione rifiuti con RENTRI richiede la stessa precisione nella compilazione, perché il rifiuto è pericoloso e i tempi di annotazione non cambiano.