Cosa rientra nel codice EER 19.02.06, quali fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici sono non pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 05
Il codice EER 19.02.06 identifica i fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli della voce 19.02.05*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono fanghi che si formano quando si depurano rifiuti liquidi con processi di precipitazione, flocculazione e neutralizzazione, e che contengono soprattutto sali, idrossidi e solidi sospesi innocui.
In pratica vi rientrano i fanghi di depurazione di acque di lavaggio non pericolose, i fanghi di neutralizzazione di acidi e basi senza metalli pesanti, quelli di precipitazione di fosfati e carbonati, e quelli di impianti che trattano percolati di discariche per rifiuti non pericolosi. La classificazione richiede analisi. La non pericolosità deriva dall’assenza di metalli e di inquinanti organici oltre soglia.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.02 ed è la gemella non pericolosa della 19.02.05*. Si distingue dai fanghi dei trattamenti biologici e dai fanghi di depurazione delle acque urbane. Molti fanghi di questo tipo si destinano a recupero.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche. Per un impianto che serve molte aziende, un gestionale RENTRI che affianchi ogni ritiro alle analisi più recenti aiuta a sostenere il codice non pericoloso e a seguire i costi di conferimento.
Gli impianti che depurano acque di processo e di lavaggio non pericolose producono fanghi regolarmente. Gli impianti che lavorano acque di lavaggio di tipo alimentare o edile hanno fanghi poveri di contaminanti e ricchi di solidi minerali.
I fanghi si disidratano e si inviano a recupero, a compostaggio o a discarica per rifiuti non pericolosi, secondo le analisi. Il fango disidratato si stocca in aree coperte e si carica in cassoni a tenuta.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di fango non pericoloso per linea di trattamento, e ne confronta l’andamento con i volumi di rifiuti liquidi ricevuti.
Le industrie alimentari, tessili e manifatturiere con un depuratore chimico-fisico producono fanghi non pericolosi, se i cicli lo permettono. La non pericolosità dipende dai cicli di lavorazione, che in questi settori usano materie prime di natura organica.
I fanghi si analizzano a cadenza prestabilita e si inviano a destinazioni autorizzate. Il piano di analisi prevede campioni a intervalli regolari e a ogni variazione di processo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria alimentare o tessile di mettere in relazione i ritiri di fango con la stagionalità della produzione.
Alcuni fanghi si utilizzano come materia nelle cementerie o nei ripristini ambientali; altri vanno in discarica. I fanghi calcarei e i fanghi ricchi di fosfati sono tra i più adatti al recupero in cementeria o in agricoltura, se rispettano i requisiti.
La discarica per non pericolosi riceve il fango che non trova altri sbocchi, dopo le prove di caratterizzazione di base e di conformità.
Un gestionale RENTRI aiuta il produttore a confrontare i costi dei diversi sbocchi e a conservare i documenti di ciascun conferimento.