Cosa rientra nel codice EER 16.06.04, cosa sono le batterie alcaline e quali attività le producono, da uffici e negozi a mense e scuole. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
batterie alcaline (tranne 16 06 03)
Il codice EER 16.06.04 identifica le batterie alcaline, tranne quelle con mercurio della voce 16.06.03*. Sono le comuni pile non ricaricabili a zinco-manganese, nei formati stilo, ministilo, torcia, mezzatorcia e da 9 volt, usate in telecomandi, giocattoli, torce, orologi, misuratori e piccoli apparecchi. Contengono zinco, manganese e un elettrolita alcalino.
In pratica vi rientrano le pile esaurite di uffici, negozi, scuole, mense, alberghi e piccole imprese, i blocchi di pile di apparecchi professionali e le pile avanzate dalle scorte. Le moderne pile alcaline non contengono mercurio, e non sono classificate pericolose, ma contengono metalli recuperabili e vanno raccolte a parte. Le pile alcaline attuali non contengono mercurio aggiunto, e si raccolgono comunque separatamente per recuperare zinco, manganese e ferro.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.06. Si distingue dalle batterie al piombo, al nichel-cadmio e al mercurio, che sono pericolose, e dalle batterie ricaricabili e al litio della voce 16.06.05. La raccolta delle pile esauste è un obbligo dei distributori.
Il codice non porta asterisco, ma le pile non vanno gettate nei rifiuti indifferenziati. Per uffici, scuole e punti vendita, un gestionale RENTRI che registri le pile in uscita, con peso e consorzio, aiuta a distinguerle dalle batterie pericolose e a documentare i ritiri periodici.
Le attività che usano molti dispositivi a pile, come telecomandi, termometri e lampade, producono pile esauste in quantità regolari. Un contenitore dedicato facilita la raccolta.
Le pile si raccolgono in un contenitore apposito e si consegnano al servizio di raccolta, al consorzio o a ditte autorizzate, con un ritiro periodico.
Con un software per RENTRI l’ufficio o la mensa registra i ritiri di pile con data e peso, se rientra tra i soggetti obbligati, e conserva i documenti del consorzio.
I negozi che vendono pile hanno l’obbligo di ritirare quelle esauste dei clienti, gratuitamente, con il principio dell’uno contro uno. I contenitori nel punto vendita si riempiono ogni poche settimane.
Il contenitore si svuota in un fusto e il ritiro si concorda con il consorzio o con un operatore autorizzato.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al supermercato di collegare ogni ritiro al contenitore all’ingresso e di mostrare la regolarità del servizio.
Gli impianti di riciclo triturano le pile e separano zinco, manganese, ferro e plastica con processi meccanici e metallurgici. Il riciclo delle pile alcaline segue processi meccanici e termici, con recupero di zinco e di manganese.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale; i metalli recuperati rientrano in filiere industriali.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di riciclo a registrare ogni lotto ricevuto e a mostrare le quote di metalli effettivamente recuperati.