Cosa rientra nel codice EER 16.06.02*, perché le batterie al nichel-cadmio sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono, da utensili senza fili a luci di emergenza. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
batterie al nichel-cadmio
Il codice EER 16.06.02* identifica le batterie al nichel-cadmio (NiCd), cioè gli accumulatori ricaricabili che contengono cadmio, un metallo tossico e cancerogeno. Per decenni sono state usate in elettroutensili a batteria, telefoni cordless, rasoi, luci di emergenza, apparecchi medicali e aeronautici. Il loro uso è oggi limitato da una direttiva europea.
In pratica vi rientrano le batterie ricaricabili di vecchi trapani e avvitatori senza fili, le batterie delle luci di emergenza degli edifici, degli impianti di allarme e di apparecchi professionali, e quelle di mezzi industriali e ferroviari. Il cadmio recuperato si ricicla in impianti specializzati. Le batterie al nichel-cadmio sono state largamente sostituite da quelle al litio e al nichel-metallo idruro.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.06. Si distingue dalle batterie al piombo della voce 16.06.01*, da quelle al mercurio della 16.06.03* e dalle altre batterie della voce 16.06.05. Vanno raccolte separatamente da quelle alcaline.
L’asterisco segnala la pericolosità: le batterie vanno conservate in contenitori dedicati, con i poli isolati, e consegnate al consorzio obbligatorio o a ditte autorizzate. Per gli installatori e per i rivenditori, un gestionale RENTRI che registri le batterie NiCd in uscita, con peso e consorzio, aiuta a distinguerle dalle altre batterie.
Gli impianti di emergenza di molti edifici hanno ancora batterie al nichel-cadmio. Alla sostituzione periodica, le vecchie batterie si raccolgono in un contenitore dedicato. La sostituzione delle batterie delle luci di emergenza avviene durante la manutenzione periodica.
Le batterie si raccolgono con i poli isolati con nastro e si consegnano al consorzio o a ditte autorizzate; la sostituzione con batterie al litio o al nichel-metallo idruro riduce il rifiuto pericoloso.
Con un software per RENTRI l’installatore registra i ritiri di batterie esauste per cantiere, se rientra tra i soggetti obbligati.
I negozi e le officine che trattano utensili a batteria ritirano le batterie esauste dei clienti. Le batterie NiCd sono oggi poche, ma ancora presenti. Gli elettroutensili vecchi usano ancora le batterie al nichel-cadmio.
Le batterie si raccolgono in un contenitore dedicato, separate da quelle alcaline, e si consegnano al consorzio di raccolta. Il consorzio ritira i contenitori a cadenza concordata, con un documento di accompagnamento.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al negozio di collegare ogni ritiro di batterie al consorzio di destinazione.
Gli impianti di riciclo trattano le batterie NiCd con processi termici che separano il cadmio, riutilizzato per nuove batterie, e il nichel, destinato all’industria degli acciai. Il cadmio recuperato torna in nuove batterie, mentre il nichel e il ferro vanno alle acciaierie.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale; il processo avviene in impianti chiusi, con controlli sulle emissioni.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto a registrare ogni lotto ricevuto e a documentare il recupero dei metalli.