Cosa rientra nel codice EER 02.07.03, perché i rifiuti dei trattamenti chimici nell’industria delle bevande non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle cantine ai birrifici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti prodotti dai trattamenti chimici
Il codice EER 02.07.03 identifica i rifiuti che derivano dai trattamenti chimici impiegati nella produzione di bevande, come la chiarifica, la stabilizzazione, la flocculazione e la coagulazione. Sono i residui e i fanghi che si formano quando si usano reagenti e additivi di processo, privi di caratteristiche di pericolo.
In pratica vi rientrano i fanghi e i residui dei trattamenti di chiarifica e stabilizzazione, i residui di flocculazione e coagulazione, i fanghi con reagenti o additivi chimici di processo e gli scarti dei trattamenti chimici delle bevande. È materiale che unisce sostanza organica e additivi d’uso enologico o alimentare. I coadiuvanti enologici come la bentonite e le farine fossili hanno una buona sicurezza d’uso, ma una volta saturi trattengono tutto ciò che hanno chiarificato.
Va tenuta distinta dai rifiuti di lavaggio e macinazione (02.07.01), dai rifiuti della distillazione (02.07.02) e dai fanghi del trattamento degli effluenti (02.07.05).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché gli additivi impiegati sono d’uso enologico e alimentare in quantità ordinarie; la classificazione non esime dal verificare la natura della partita quando i reagenti o i residui potrebbero cambiarne il profilo. Per una cantina, un birrificio o uno stabilimento di bevande, un software per RENTRI che registri i residui di chiarifica in uscita, con peso e destinatario, aiuta a tenerli distinti dalle vinacce e dai fanghi di depurazione.
Una cantina impiega trattamenti di chiarifica e stabilizzazione del vino, generando fanghi e residui che contengono i coadiuvanti enologici usati. Questi residui rientrano tra i rifiuti dei trattamenti chimici della produzione di bevande.
Il materiale va raccolto e tenuto distinto dalle vinacce e dai fanghi di depurazione, per un corretto avvio a destino. I volumi dipendono dalle lavorazioni e dalla fase produttiva.
Con un gestionale RENTRI la cantina registra le uscite dei fanghi di chiarifica per vendemmia, con peso e destinatario, e conserva le schede dei coadiuvanti impiegati.
Un birrificio può impiegare trattamenti di chiarifica e stabilizzazione della birra, generando residui e fanghi con i coadiuvanti usati. Quando privi di caratteristiche di pericolo, questi residui rientrano in questo codice.
La gestione prevede la raccolta separata dei residui di trattamento dai fanghi di depurazione e dai residui di macinazione. Le analisi confermano la natura non pericolosa del materiale.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al birrificio di collegare i residui di filtrazione ai lotti prodotti, e di tenerli separati nei registri dai residui di macinazione e dalle trebbie.
Uno stabilimento che produce bevande analcoliche impiega trattamenti di chiarifica, filtrazione e stabilizzazione, generando residui e fanghi di processo con additivi. Sono rifiuti riconducibili a questo codice quando non pericolosi.
Il materiale va raccolto e gestito separatamente dagli altri scarti, con verifica della natura dei residui. La frequenza dipende dai cicli produttivi e dai trattamenti impiegati.
Un software per RENTRI aiuta lo stabilimento di bevande a registrare i residui delle filtrazioni, con la frequenza dei ritiri legata alle campagne di produzione e il destino di ciascun lotto.