Cosa rientra nel codice EER 19.03.08*, perché il mercurio parzialmente stabilizzato è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
mercurio parzialmente stabilizzato
Il codice EER 19.03.08* identifica il mercurio parzialmente stabilizzato. Il mercurio metallico, dopo il divieto di commercializzazione in Europa, non può più essere riutilizzato in molti usi, e per lo stoccaggio sicuro lo si trasforma in composti stabili, come il solfuro di mercurio, mescolandolo con zolfo. La voce descrive il prodotto di una fase intermedia di questo processo.
In pratica vi rientra il mercurio recuperato da lampade, pile, amalgami, strumenti e impianti dismessi, che è stato in parte trasformato in solfuro ma non ancora completamente solidificato. Il materiale è tossico e volatile, e richiede impianti con sistemi di contenimento. Il mercurio metallico è liquido e denso, evapora anche a temperatura ambiente e richiede cautele estreme.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.03. Si distingue dal mercurio non trattato della voce 16.03.07* e dai rifiuti stabilizzati delle voci 19.03.04* e 19.03.05. È una voce molto specialistica, usata da pochi impianti.
L’asterisco segnala la pericolosità: il materiale va gestito in sistemi chiusi, stoccato in contenitori a tenuta e consegnato a impianti autorizzati. Per un impianto di stabilizzazione del mercurio, un gestionale RENTRI che registri ogni lotto con peso e destinazione aiuta a rispettare gli obblighi di tracciabilità sul mercurio.
Gli impianti specializzati trattano il mercurio recuperato da altre filiere, trasformandolo in solfuro e poi in un prodotto solido. La conversione in solfuro di mercurio riduce molto la volatilità e la solubilità del metallo.
Il processo avviene in reattori chiusi, con controllo dei vapori e delle emissioni; il prodotto finale si destina a stoccaggio sotterraneo. Il solfuro è meno volatile ma resta tossico.
Con un software per RENTRI l’impianto registra ogni lotto di mercurio trattato con peso e destinazione.
Gli impianti che trattano rifiuti con mercurio recuperano il metallo e lo avviano a stabilizzazione. Lampade fluorescenti, termometri e strumenti di misura sono tra le fonti principali di mercurio recuperato. I vapori di mercurio si raccolgono con filtri a carbone attivo, che a loro volta diventano rifiuti.
Il mercurio si raccoglie in contenitori resistenti e si trasferisce a impianti autorizzati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di collegare ogni lotto di mercurio ricevuto alla filiera di origine.
Il mercurio stabilizzato si conserva in depositi sotterranei, come miniere di sale, secondo le regole europee. Il deposito sotterraneo in miniere di sale è una soluzione prevista per i rifiuti di mercurio, perché assicura isolamento a lungo termine.
Gli stoccaggi seguono criteri di ammissibilità molto rigorosi. Gli impianti di stoccaggio permanente sono pochi, e richiedono controlli rigorosi sulle caratteristiche del materiale conferito.
Un gestionale RENTRI aiuta il gestore del deposito a documentare ogni conferimento con produttore e quantità.