Cosa rientra nel codice EER 17.01.01, perché i rifiuti di cemento e calcestruzzo delle attività di costruzione e demolizione non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle imprese di demolizione ai cantieri di ristrutturazione. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
cemento
Il codice EER 17.01.01 identifica i rifiuti di cemento e calcestruzzo che si producono nelle attività di costruzione e demolizione. Sono i pezzi di conglomerato cementizio, i calcinacci e i frammenti di getto che restano quando si demolisce, si ristruttura o si rimuove una struttura in cemento.
In pratica vi rientrano le macerie di calcestruzzo, i blocchi e i frammenti di getti, i sottofondi rimossi, i residui di cordoli, massetti e strutture in cemento armato una volta separato il ferro. È materiale inerte, pesante, che si genera in volumi importanti nei cantieri di demolizione. Il calcestruzzo di demolizione contiene ferro d’armatura che si separa con elettromagneti, e solo dopo questa separazione il cemento può essere frantumato in aggregati.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 17, dedicato ai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, e nel sottocapitolo 17.01, che raccoglie cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche. Va tenuta distinta dai mattoni (17.01.02) e dalle mattonelle e ceramiche (17.01.03); quando i materiali sono mescolati si usano le voci 17.01.07, per i miscugli non pericolosi, o 17.01.06*, se contengono sostanze pericolose.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché il calcestruzzo è un inerte; la classificazione presuppone però che non sia contaminato da sostanze pericolose, condizione che va verificata negli edifici che potrebbero averne (per esempio in presenza di residui particolari). Avviato a impianti di recupero, questo materiale diventa aggregato riciclato. Per un’impresa di demolizioni, un cantiere di ristrutturazione o una piattaforma di recupero inerti, un gestionale RENTRI che registri i carichi di cemento, con peso e destinatario, aiuta a collegarli al cantiere e alla fase di abbattimento.
Un’impresa di demolizioni abbatte strutture in cemento armato e produce grandi quantità di calcestruzzo di risulta: solette, pilastri, muri e fondazioni che, una volta separato il ferro, diventano macerie da avviare a recupero. È il flusso principale di molti cantieri di demolizione.
I volumi sono elevati e concentrati nella fase di abbattimento, con la necessità di gestire mezzi di carico e trasporto adeguati. Tenere il cemento separato da mattoni, ceramiche e materiali diversi migliora la qualità dell’aggregato riciclato ottenibile.
Con un software per RENTRI l’impresa di demolizioni registra i carichi di calcestruzzo di risulta per cantiere, con peso e destinatario, e distingue il cemento armato da quello già demolito.
In un cantiere di ristrutturazione la rimozione di massetti, tramezzi in cemento, cordoli e porzioni di getto produce calcinacci e frammenti di calcestruzzo. È un flusso ricorrente, anche se con volumi inferiori rispetto a una demolizione completa.
Questi materiali vanno raccolti e separati dagli altri rifiuti del cantiere, come legno, metalli e imballaggi, per consentirne l’avvio a recupero come inerte. La separazione alla fonte evita di declassare l’intero carico.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al cantiere di ristrutturazione di tenere separati nei registri massetti, tramezzi e cordoli dagli altri rifiuti, con la data di ogni conferimento.
Una piattaforma che recupera inerti riceve il cemento di risulta dai cantieri e lo lavora per produrre aggregati riciclati, impiegabili in sottofondi e rilevati. Il calcestruzzo in ingresso è la materia prima di questo processo.
La qualità del materiale ricevuto incide sul risultato: carichi ben separati, privi di mattoni, ceramiche o frazioni estranee, consentono di ottenere aggregati migliori. Per questo la piattaforma verifica la provenienza e la composizione di ciò che accetta.
Un gestionale RENTRI aiuta la piattaforma di recupero inerti a registrare i carichi con il cantiere di provenienza e la qualità verificata, e a collegare gli aggregati prodotti al materiale ricevuto.