Cosa rientra nel codice EER 11.02.03, cosa sono i rifiuti della produzione di anodi per processi elettrolitici acquosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti della produzione di anodi per processi elettrolitici acquosi
Il codice EER 11.02.03 identifica i rifiuti della produzione di anodi per processi elettrolitici acquosi. Gli anodi sono gli elettrodi che, nell’elettrolisi in soluzione, come quella dello zinco, del rame o del nichel, sono immersi nel bagno: si realizzano in piombo e leghe di piombo, titanio rivestito, grafite o altri materiali, e vanno prodotti, lavorati e rigenerati.
In pratica vi rientrano gli scarti di fusione e di laminazione degli anodi di lega, i ritagli di titanio e di lamiera, i residui di rivestimento con ossidi di metalli nobili, le polveri di lavorazione e i materiali di pulizia degli stabilimenti che producono questi elettrodi. Sono residui in gran parte metallici e recuperabili. Gli anodi per elettrolisi acquosa sono spesso ricoperti di ossidi di metalli nobili, e questo ne giustifica il recupero.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 11.02. Non va confusa con la produzione di anodi di carbonio per la metallurgia termica, che ha le voci del capitolo 10, né con i rifiuti dei processi elettrolitici del capitolo 06.
Il codice non porta asterisco, ma la presenza di piombo nelle leghe degli anodi può rendere pericolosi alcuni scarti, per cui va verificata la composizione. Per un produttore di anodi o un impianto di elettrolisi, un software per RENTRI che registri i residui di rivestimento, con peso e destinatario, aiuta a seguire il recupero dei metalli.
Le officine che producono anodi di titanio rivestito, di piombo-argento e di altri materiali per elettrolisi generano ritagli di lamiera, scarti di rivestimento e polveri di lavorazione.
I ritagli di metallo si recuperano come rottame; i residui di rivestimento e le polveri si raccolgono e si inviano a recupero o a smaltimento presso impianti autorizzati.
Con un gestionale RENTRI il produttore registra le uscite di ritagli e di polveri per lotto di produzione.
Gli impianti che usano anodi per l’elettrolisi li ripristinano periodicamente con nuove riverniciature e rivestimenti. Gli anodi esausti e i residui di rigenerazione sono rifiuti.
I residui di rigenerazione si raccolgono e si inviano a recupero dei metalli nobili; gli anodi non rigenerabili si cedono a fonderie o raffinerie.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di elettrolisi di collegare ogni ritiro alla campagna di rigenerazione degli anodi.
Gli anodi rivestiti con ossidi di rutenio, iridio o platino contengono metalli preziosi. Gli impianti di recupero li trattano per estrarre i metalli nobili.
Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e analisi; il valore del metallo recuperato viene riconosciuto in base al contenuto. Gli anodi esausti si pesano e si analizzano, per stabilire il valore dei metalli contenuti.
Un software per RENTRI aiuta il recuperatore a registrare i lotti ricevuti e il metallo ottenuto.