Cosa rientra nel codice EER 06.07.04*, perché soluzioni ed acidi come l’acido di contatto sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
soluzioni ed acidi, ad esempio acido di contatto
Il codice EER 06.07.04* identifica soluzioni ed acidi dei processi chimici degli alogeni, citando come esempio l’acido di contatto. L’acido di contatto è l’acido solforico che entra in contatto con le correnti di processo, per esempio per essiccare il cloro, e si carica di impurità.
In pratica vi rientrano gli acidi solforici esausti dalle torri di essiccazione, le soluzioni acide di lavaggio, gli acidi contaminati da composti alogenati e altri liquidi corrosivi di processo non riconducibili a voci più specifiche. L’acido di contatto è un acido solforico concentrato usato per essiccare il cloro, e dopo molti cicli si carica di umidità e di sostanze organiche.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.07, dedicato ai rifiuti dei prodotti alogeni, nel capitolo 06 dei processi chimici inorganici. Va tenuta distinta dalla voce 06.01.01*, che riguarda l’acido solforico in generale, senza il legame con questi processi. La distinzione aiuta a scegliere il percorso di recupero più adatto, perché un acido contaminato da composti alogenati non è sempre rigenerabile come uno solforico generico.
L’asterisco segnala la pericolosità: la corrosività impone contenitori resistenti, separazione dalle basi e conferimento a impianti autorizzati alla rigenerazione o alla neutralizzazione. Per un impianto di produzione del cloro, un’industria di composti alogenati o un impianto di rigenerazione, un gestionale RENTRI che registri gli acidi esausti, con volume e destinatario, aiuta a tenere separate le diverse correnti.
Nella produzione del cloro l’essiccazione del gas con acido solforico concentrato porta, col tempo, alla diluizione e alla contaminazione dell’acido. Quando non è più utilizzabile viene scaricato come rifiuto.
L’acido esausto viene raccolto in serbatoi idonei e conferito a impianti di rigenerazione o di neutralizzazione; i volumi dipendono dal ritmo di produzione.
Con un software per RENTRI l’impianto di cloro registra le sostituzioni dell’acido di essiccazione con volume e data, e conserva le analisi che ne descrivono la diluizione.
Le industrie che sintetizzano composti alogenati impiegano acidi come catalizzatori o agenti di lavaggio. Gli acidi di scarto contengono residui organici e alogenati che li rendono rifiuti pericolosi.
Gli acidi esausti vengono raccolti per tipologia, senza miscele con altri liquidi, e inviati a impianti di trattamento chimico-fisico o di recupero autorizzati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria di composti alogenati di collegare gli acidi esausti dei lavaggi alle sintesi eseguite, e di tenere distinte le miscele per tipologia.
Un impianto di trattamento che riceve acidi di contatto da più clienti deve identificarli con precisione, perché la composizione determina il processo di recupero o neutralizzazione.
Ogni partita viene verificata all’ingresso con analisi e documentazione, poi avviata alla rigenerazione dell’acido o alla neutralizzazione con smaltimento dei residui. Gli acidi di scarto non vanno miscelati tra loro senza verifica, per evitare reazioni indesiderate e perdita di valore di recupero.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di rigenerazione a registrare ogni carico di acido con il produttore e l’analisi, e a collegare l’acido rigenerato alla partita ricevuta.