EER 06.07.02*: carbone attivato dalla produzione di cloro

06.07.02* · 2026-09-28 · 14:28:15

Codice EER 06.07.02*

carbone attivato dalla produzione di cloro

Cosa identifica il codice EER 06.07.02*, perché il carbone attivo esausto degli impianti di cloro è classificato pericoloso e quali stabilimenti lo producono, con un occhio alla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

carbone attivato dalla produzione di cloro

Inquadramento

Il codice EER 06.07.02* identifica il carbone attivo esausto che proviene dagli impianti in cui si produce cloro. Lungo il ciclo del cloro il carbone attivo lavora come adsorbente e mezzo filtrante: trattiene le tracce di cloro gassoso negli sfiati, purifica correnti di processo, protegge compressori e scambiatori da impurezze organiche. Quando il letto si satura o perde efficienza viene scaricato dal filtro e diventa rifiuto.

La collocazione nel capitolo 06, rifiuti dei processi chimici inorganici, dipende dall'origine del materiale e non dalla sua natura carboniosa. Il sottogruppo 06.07 raccoglie i rifiuti della produzione, formulazione, fornitura e uso di prodotti alogeni e dei processi chimici degli alogeni. Il cloro è l'alogeno di riferimento e il carbone che ne intercetta i residui ricade qui, non tra i carboni esausti generici del capitolo 19.

L'asterisco indica una voce pericolosa in assoluto: la pericolosità è presunta dalla voce stessa e non va dimostrata con analisi. Il carbone può contenere cloro adsorbito, composti organoclorurati che si formano sul letto e, negli impianti storici a catodo di mercurio, mercurio metallico. Il produttore lo tratta come pericoloso dalla prima pesata. Il codice va riportato con l'asterisco su registro e formulario e, nella gestione rifiuti con RENTRI, il gestionale deve associarlo alle caratteristiche di pericolo HP assegnate. La destinazione abituale è il trattamento termico o la rigenerazione presso impianti autorizzati.

Stabilimento cloro-soda

È il produttore tipico del codice 06.07.02*. Dall'elettrolisi della salamoia esce cloro gassoso umido che viene raffreddato, essiccato con acido solforico, compresso e liquefatto. In ogni tratto ci sono sfiati: gas di coda della liquefazione, sfiati dei serbatoi, emergenze di cella. Le torri di assorbimento a soda trasformano il cloro residuo in ipoclorito, ma a valle restano filtri a carbone attivo di guardia che intercettano le ultime tracce prima del camino.

I letti si sostituiscono a scadenza o quando il monitoraggio in uscita segnala il breakthrough. Negli impianti riconvertiti da celle a mercurio il carbone degli sfiati può trattenere anche mercurio, e la pericolosità del codice copre anche questo caso. Il carbone scaricato finisce in fusti o big bag omologati e viene tracciato con il 06.07.02* nel software per RENTRI dello stabilimento.

Impianto di recupero cloro da acido cloridrico

Nei poli chimici che producono isocianati, cloruro di vinile o policarbonato l'acido cloridrico di ritorno viene riconvertito in cloro per elettrolisi o ossidazione catalitica. Si tratta a tutti gli effetti di produzione di cloro, e il carbone attivo compare in più punti del processo.

Prima dell'elettrolisi l'acido va depurato dagli organici clorurati che avvelenerebbero le celle: il compito è affidato a colonne di carbone attivo. Altri letti presidiano gli sfiati del reparto e i serbatoi di cloro liquido. Il carbone esausto è impregnato di composti organoclorurati oltre che di cloro e acido, quindi il 06.07.02* è la voce corretta. Il volume per campagna di sostituzione può essere di diverse tonnellate, e il gestionale RENTRI deve legare ogni movimentazione al deposito temporaneo di provenienza.

Impresa di manutenzione industriale specializzata in filtri

Molti gestori di impianti cloro affidano il cambio dei letti adsorbenti a ditte esterne che portano personale, attrezzature di aspirazione e imballaggi. La squadra svuota il filtro in atmosfera controllata, con protezione respiratoria adeguata al rischio cloro, e confeziona il carbone esausto in contenitori a tenuta.

Il rifiuto nasce all'interno dello stabilimento e nella prassi contrattuale resta in capo al gestore del sito, ma l'impresa deve conoscere il codice 06.07.02* per etichettare correttamente i colli, compilare la parte di sua competenza della documentazione e organizzare il trasporto quando è anche autorizzata a farlo. Chi lavora su più impianti trova utile un software per RENTRI che tenga separati i ruoli di produttore, detentore e trasportatore per ciascun cantiere.

Non hai ancora Rifiù?

Scarica l'app per partecipare al programma Rifiù è gratis e utilizzare tutti i servizi.

Rifiù newsletter

Iscriviti per ricevere gli ultimi aggiornamenti