Cosa rientra nel codice EER 06.07.02*, perché il carbone attivato dalla produzione di cloro è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
carbone attivato dalla produzione di cloro
Il codice EER 06.07.02* identifica il carbone attivato che si genera nella produzione di cloro. Il carbone viene impiegato per purificare correnti gassose o liquide e, una volta saturo di cloro e di composti clorurati, non è più rigenerabile e diventa rifiuto.
In pratica vi rientrano i letti di carbone attivo esausti degli impianti di produzione e trattamento del cloro, i carboni usati nell’abbattimento di residui clorurati e i materiali filtranti contaminati. La pericolosità deriva dalle sostanze adsorbite. Il carbone attivo adsorbe il cloro e i composti organoclorurati, ed è proprio per questo che si carica di sostanze pericolose e va sostituito prima della saturazione.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.07, dedicato ai rifiuti dei prodotti alogeni, nel capitolo 06. Va distinta dalla voce 06.13.02*, che comprende il carbone attivo esaurito di altra provenienza, esplicitamente esclusa da questa dicitura. La differenza conta per la scelta dell’impianto di destinazione e per la documentazione che accompagna il rifiuto.
L’asterisco segnala la pericolosità: il carbone va raccolto in contenitori chiusi e conferito a impianti autorizzati al trattamento o alla termodistruzione. Per un impianto cloro-soda, un’industria di derivati del cloro o un impianto di abbattimento, un gestionale RENTRI che registri i carboni esausti, con peso e destinatario, aiuta a collegarli alla sostituzione programmata.
Un impianto cloro-soda utilizza carbone attivo nelle fasi di purificazione e di abbattimento di tracce di cloro e composti clorurati. A saturazione, il carbone viene sostituito e gestito come rifiuto pericoloso.
I carboni esausti vengono rimossi con procedure che limitano emissioni, caricati in contenitori idonei e inviati a impianti autorizzati; la frequenza dipende dai volumi trattati.
Con un software per RENTRI l’impianto cloro-soda registra ogni sostituzione dei letti di carbone con peso e data, e conserva le analisi che descrivono i composti trattenuti.
Le industrie che producono o usano cloro per sintesi di derivati impiegano filtri a carbone attivo per proteggere le linee e le emissioni. I carboni saturi di composti clorurati rientrano in questa voce.
I filtri vengono sostituiti secondo un programma di manutenzione e i carboni avviati a termodistruzione o altro trattamento in impianti autorizzati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria di derivati del cloro di collegare i filtri sostituiti ai cicli di manutenzione, e di tenere insieme i documenti della termodistruzione.
Gli impianti di abbattimento che trattano correnti con cloro residuo usano letti di carbone attivo come presidio finale. Il carbone esausto è un rifiuto pericoloso a tutti gli effetti.
Il materiale viene sostituito prima della saturazione completa, per mantenere l’efficienza, e conferito con le cautele previste a impianti autorizzati. Un programma di sostituzione basato su analisi periodiche evita sia la saturazione completa sia il cambio anticipato e dispendioso.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di abbattimento delle emissioni clorurate a registrare i carboni sostituiti prima della saturazione completa, con la data e l’impianto di destinazione.