Codice EER 03.02.02*: preservanti del legno clorurati

03.02.02* · 2026-09-28 · 12:47:11

Codice EER 03.02.02* prodotti per trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati

Preservanti del legno a composti organici clorurati, dal trattamento al RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 03.02.02*, perché i prodotti per trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati sono un rifiuto pericoloso e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

prodotti per trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati

Inquadramento

Il codice EER 03.02.02* identifica i prodotti per i trattamenti conservativi del legno che contengono composti organici clorurati, diventati rifiuto. Sono preservanti a base di sostanze organiche con cloro, storicamente usati come biocidi per il legno, particolarmente critici per la persistenza ambientale.

In pratica vi rientrano i preservanti clorurati scaduti o esausti, i residui dei bagni e delle soluzioni di impregnazione che li contengono, le morchie e i fondi dei trattamenti e i prodotti fuori uso di questa tipologia. È materiale che richiede particolare attenzione per la natura dei composti clorurati. I composti clorurati usati in passato per il legno sono in gran parte ritirati dal mercato, ma scorte e residui possono ancora essere presenti.

Va tenuta distinta dai preservanti con composti organici non alogenati (03.02.01*), con composti organometallici (03.02.03*), con composti inorganici (03.02.04*) e dagli altri preservanti pericolosi (03.02.05*).

L’asterisco segnala la pericolosità: i composti organici clorurati sono biocidi persistenti, quindi questi preservanti vanno raccolti in contenitori chiusi e idonei, mai mescolati con altri rifiuti, e conferiti a impianti autorizzati al trattamento di sostanze clorurate. La scheda di sicurezza guida la classificazione. Per un impianto di impregnazione o per un’azienda che bonifica magazzini, un software per RENTRI che registri a parte i preservanti clorurati, con volume e destinatario, aiuta a mantenere separato un flusso persistente e tossico.

Impianto di impregnazione del legno

Un impianto che impiega o ha impiegato preservanti a base di composti organici clorurati genera soluzioni esauste, residui di bagni e prodotti scaduti di questa tipologia. Sono rifiuti pericolosi e particolarmente critici per la persistenza dei clorurati.

La gestione richiede contenitori chiusi, separazione rigorosa dagli altri rifiuti e conferimento a impianti autorizzati al trattamento di sostanze clorurate. La caratterizzazione è essenziale per la corretta destinazione.

Con un gestionale RENTRI l’impianto registra le uscite di soluzioni e di fondi dei bagni con data e volume, e conserva le schede dei prodotti clorurati ancora presenti in magazzino.

Azienda di bonifica di prodotti conservativi obsoleti

Un’azienda che bonifica magazzini e dismette prodotti conservativi obsoleti può trovarsi a gestire preservanti clorurati non più ammessi o scaduti. Questi prodotti vanno avviati a smaltimento come rifiuto pericoloso.

La raccolta avviene mantenendo i prodotti negli imballaggi originali quando possibile, con stoccaggio idoneo e conferimento a filiere autorizzate. I volumi dipendono dalle giacenze storiche.

La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda di bonifica di collegare ogni prodotto obsoleto ritirato al magazzino di provenienza, con data e quantità, e di tenere gli imballaggi originali identificabili.

Impianto autorizzato al trattamento di rifiuti clorurati

Un impianto autorizzato a trattare rifiuti contenenti composti clorurati riceve i preservanti del legno di questa tipologia e li gestisce con le cautele previste, indirizzandoli al trattamento o all’incenerimento controllato.

Prima dell’accettazione si verifica la presenza di cloro con un’analisi, perché da essa dipende il tipo di trattamento disponibile.

Un software per RENTRI aiuta l’impianto di trattamento dei rifiuti clorurati a registrare ogni carico con il produttore e l’analisi, e a collegare ciascun lotto al processo di distruzione utilizzato.

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