Cosa rientra nel codice EER 19.11.05*, perché i fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose, sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 19.11.05* identifica i fanghi prodotti dal trattamento in loco di effluenti, contenenti sostanze pericolose. Gli impianti di rigenerazione degli oli hanno spesso un depuratore interno che tratta le acque di processo, e i fanghi che ne risultano concentrano idrocarburi, metalli pesanti e additivi presenti negli oli usati.
In pratica vi rientrano i fanghi chimico-fisici e biologici del depuratore aziendale dell’impianto di rigenerazione, ricchi di sostanza organica, di oli e di metalli come piombo, zinco e rame. Sono fanghi scuri e maleodoranti, che si disidratano prima di essere ritirati.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.11. Ha come voce gemella non pericolosa la 19.11.06. Si distingue dai fanghi dei trattamenti di rifiuti liquidi di impianti esterni della voce 19.02.05* e dai fanghi dei depuratori del capitolo 19.08. Il confronto con la voce gemella si basa sulle analisi, non sul solo tipo di impianto.
La pericolosità è dovuta soprattutto a idrocarburi e a metalli, e il fango va gestito in contenitori chiusi, etichettati con il codice e con i simboli di pericolo, e consegnato a trasportatori e destinatari autorizzati. Il produttore conserva le analisi che hanno portato alla classificazione, perché sono il riferimento in caso di controllo. Nell’impianto di rigenerazione degli oli, un gestionale RENTRI che affianchi ogni uscita di fango pericoloso all’analisi dei metalli e degli idrocarburi rende più semplice dimostrare la classificazione.
Il depuratore aziendale produce fanghi in modo continuo, da disidratare con filtropresse o centrifughe. L’acqua di processo contiene residui di oli emulsionati, che il depuratore separa con flottazione e coagulazione, concentrandoli nel fango.
I fanghi si analizzano e si inviano a incenerimento, a recupero energetico o a discarica per rifiuti pericolosi. La scelta dipende dal potere calorifico e dal tenore di metalli del fango, noti solo dopo l’analisi.
Con la gestione rifiuti con RENTRI l’impianto registra per ogni uscita il numero della partita analizzata e il destino scelto, e può mostrare con rapidità come ha deciso.
Gli impianti di destinazione ricevono i fanghi disidratati, con un buon potere calorifico. Il fango, dopo la disidratazione, ha un contenuto di sostanza organica che ne consente la combustione, e l’impianto ne tiene conto nella miscela di rifiuti da alimentare al forno.
I residui della combustione, le ceneri e le scorie, a loro volta rifiuti con codici propri, tornano a quel punto in un nuovo ciclo di classificazione e di destinazione.
Un software per RENTRI che registri ogni ingresso con codice e provenienza aiuta l’impianto a controllare che la miscela alimentata sia coerente con le proprie autorizzazioni.
Le discariche autorizzate ricevono i fanghi stabilizzati in celle dedicate. Prima del conferimento i fanghi si stabilizzano con leganti, per ridurre la mobilità di metalli e idrocarburi e per garantire una consistenza adatta alla messa in cella.
Le discariche per rifiuti pericolosi accettano il materiale solo dopo la verifica dei criteri di ammissibilità, con una caratterizzazione completa e controlli di conformità a ogni conferimento.
Registrare su RENTRI il conferimento in discarica, con data, peso e riferimento all’analisi, rende immediato rintracciare la destinazione finale di ogni partita.