Cosa rientra nel codice EER 19.11.02*, perché i catrami acidi prodotti dalla rigenerazione degli oli sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
catrami acidi
Il codice EER 19.11.02* identifica i catrami acidi. In alcuni processi di rigenerazione degli oli usati, l’olio si tratta con acido solforico, che separa le impurità sotto forma di una massa nera, densa e fortemente acida: il catrame acido. Contiene acido solforico residuo, composti organici ossidati e metalli.
In pratica vi rientra il residuo del trattamento con acido solforico, una pasta viscosa, corrosiva, con odore pungente, che si forma nei vecchi impianti di rigenerazione. Il processo è stato in gran parte sostituito da tecnologie più pulite, ma esistono ancora giacenze storiche e impianti che lo utilizzano. La maggior parte di questi catrami è un’eredità di impianti storici, oggi dismessi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.11. Si distingue dai catrami di carbone della voce 17.03.03*, che hanno origine diversa, e dai fanghi acidi di alchilazione del capitolo 05. È un rifiuto corrosivo e infiammabile.
L’asterisco segnala la pericolosità: i catrami vanno stoccati in serbatoi resistenti agli acidi e consegnati a impianti autorizzati al trattamento specifico. Per chi gestisce bonifiche di siti storici, un gestionale RENTRI che affianchi ogni invio di catrami alle analisi e al cantiere mantiene ordinata la documentazione di un rifiuto molto particolare.
Gli impianti con trattamento all’acido producono catrami acidi in quantità legate al volume di olio trattato. Oggi il processo con acido è raro, ma alcuni impianti conservano ancora serbatoi di vecchi residui.
I catrami si raccolgono in serbatoi dedicati e si inviano a impianti specializzati nella neutralizzazione o nel recupero energetico. Le tubazioni di trasferimento sono riscaldate, perché i catrami diventano più fluidi con il calore.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di catrami acidi per campagna di trattamento.
Le aree di vecchi impianti possono contenere vasche e lagune di catrami acidi, da bonificare con interventi complessi. Le lagune storiche richiedono un piano di sicurezza per gli operatori, a causa delle esalazioni.
I materiali si caratterizzano, si estraggono e si inviano a trattamento autorizzato. Le analisi guidano la scelta tra neutralizzazione e incenerimento.
La gestione rifiuti con RENTRI permette all’impresa di bonifica di raccogliere in un unico fascicolo analisi, volumi e destinazioni dei catrami estratti.
Gli impianti autorizzati neutralizzano i catrami e recuperano il contenuto energetico con processi controllati. I catrami si diluiscono e si neutralizzano con basi in condizioni controllate. L’impianto dispone di serbatoi dedicati, rivestiti, e di sistemi di abbattimento dei gas acidi e dei composti organici volatili emessi durante le operazioni.
La neutralizzazione richiede serbatoi e tubazioni resistenti all’acido, con sistemi di captazione dei vapori.
Un gestionale RENTRI consente all’impianto di collegare ogni lotto di catrami ricevuto al cantiere di provenienza.