Cosa rientra nel codice EER 17.01.03, perché i rifiuti di mattonelle e ceramiche delle attività di costruzione e demolizione non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dai cantieri di ristrutturazione ai posatori di pavimenti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
mattonelle e ceramiche
Il codice EER 17.01.03 identifica i rifiuti di mattonelle e ceramiche che si producono nelle attività di costruzione e demolizione. Sono le piastrelle rimosse, il gres e la ceramica di rivestimento che restano quando si rifanno pavimenti e rivestimenti o si demoliscono bagni e cucine.
In pratica vi rientrano le piastrelle rotte, il gres porcellanato, le mattonelle di pavimento e i rivestimenti ceramici di bagni e cucine rimossi durante le ristrutturazioni, insieme ai sanitari e agli elementi in ceramica dismessi. È un materiale inerte, tipico degli interventi di rifacimento. Una mattonella rotta si riconosce per il rivestimento vetroso che, una volta frantumato, rende l’aggregato duro e adatto a sottofondi.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 17, dedicato ai rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, e nel sottocapitolo 17.01, che raccoglie cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche. Va tenuta distinta dal cemento (17.01.01) e dai mattoni (17.01.02); quando i materiali sono mescolati si usano il 17.01.07, per i miscugli non pericolosi, o il 17.01.06*, se contengono sostanze pericolose.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché la ceramica è un inerte; la classificazione presuppone che non vi siano contaminazioni, come residui di collanti o guaine particolari. Separata bene, la ceramica può essere avviata a recupero insieme agli altri inerti. Per un cantiere di rifacimento di bagni e cucine, un posatore o una piattaforma di recupero, un gestionale RENTRI che registri i carichi di piastrelle, con peso e destinatario, aiuta a collegarli alla superficie trattata.
In un cantiere che rifà bagni e cucine la rimozione di pavimenti e rivestimenti produce piastrelle e ceramica di risulta, spesso insieme ai sanitari dismessi. È un flusso tipico degli interventi di ristrutturazione degli interni.
I volumi dipendono dalla superficie trattata e si concentrano nella fase di demolizione dei rivestimenti. Separare la ceramica dagli altri inerti e dai rifiuti di cantiere, come guaine e collanti, aiuta a tenere pulito il flusso e a facilitarne il recupero.
Con un software per RENTRI l’impresa che rifà bagni e cucine registra i carichi di piastrelle e di ceramiche per cantiere, con peso e data, e annota la separazione da collanti e guaine.
Un posatore di pavimenti e rivestimenti genera scarti di posa, piastrelle rotte, sfridi di taglio e materiale di risulta dalla rimozione dei vecchi rivestimenti. È un flusso ricorrente, legato a ogni intervento di posa o rifacimento.
Pur trattandosi di quantità più contenute rispetto a una demolizione, la ceramica va comunque raccolta separatamente e conferita correttamente. Tenere distinti gli scarti di posa dai residui di collanti e malte semplifica la gestione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al posatore di pavimenti di tenere un registro dei pochi conferimenti per cantiere, con il peso delle piastrelle di scarto e il centro di raccolta.
Una piattaforma di recupero riceve mattonelle e ceramiche dai cantieri e dai posatori e le lavora, spesso insieme ad altri inerti, per produrre aggregati riciclati. La ceramica pulita è una frazione valorizzabile del flusso di costruzione e demolizione.
La qualità del materiale in ingresso dipende dalla separazione fatta a monte: carichi privi di collanti, guaine e frazioni estranee consentono recuperi migliori. La piattaforma verifica provenienza e composizione di ciò che accetta.
Un gestionale RENTRI aiuta la piattaforma di recupero inerti a registrare i carichi di mattonelle e ceramiche con la qualità verificata, e a collegare gli aggregati prodotti al materiale ricevuto.