Cosa rientra nel codice EER 11.02.06, quando i rifiuti della lavorazione idrometallurgica del rame non contengono sostanze pericolose e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti della lavorazione idrometallurgica del rame, diversi da quelli della voce 11 02 05
Il codice EER 11.02.06 identifica i rifiuti della lavorazione idrometallurgica del rame diversi da quelli della voce 11.02.05*, cioè privi di sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono residui di processi di lisciviazione e di recupero del rame da materiali relativamente puliti, con basse concentrazioni di metalli tossici.
In pratica vi rientrano i residui solidi di lisciviazione di minerali ossidati poveri di arsenico, i fanghi di neutralizzazione con gesso e idrossidi di ferro, le torte di filtrazione dei circuiti puliti e i residui di impianti di recupero del rame da rottami. Spesso hanno composizione prevalentemente silicatica. I residui dell’idrometallurgia del rame sono silicati, solfati e idrossidi, che nei processi puliti non contengono metalli tossici oltre soglia.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 11.02. È la gemella non pericolosa della 11.02.05* e la scelta tra le due voci dipende dalle analisi, che devono escludere le sostanze pericolose oltre le soglie.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche, perché un cambio di materia prima può far comparire sostanze pericolose. Per un impianto idrometallurgico del rame, un gestionale RENTRI che affianchi ogni ritiro di residuo alle analisi periodiche aiuta a sostenere il codice non pericoloso e a seguire gli sbocchi.
Gli impianti che trattano minerali di rame ossidati puliti producono residui silicatici e fanghi di neutralizzazione di natura minerale. Se le analisi sono favorevoli, sono rifiuti non pericolosi.
I residui si lavano, si disidratano e si destinano a recupero come inerti o a discarica per rifiuti non pericolosi.
Con un software per RENTRI l’impianto registra le uscite di residuo per campagna, e può distinguere ciò che va a recupero da ciò che va a discarica.
La produzione di solfato di rame per l’agricoltura e per l’industria passa per la dissoluzione del metallo e la cristallizzazione. I residui del processo sono fanghi minerali.
I residui si filtrano e si inviano a recupero o a smaltimento; le analisi periodiche confermano la classificazione. Il solfato di rame cristallizza dalle soluzioni, e i fanghi che restano sono per lo più idrossidi e silicati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di solfato di rame di tenere ordinati i ritiri e le analisi collegate.
Alcuni impianti recuperano il rame da rottami fini o da fanghi puliti con lisciviazione e cementazione. I residui sono materiali minerali con tenori bassi di metalli.
Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e analisi; i residui si stoccano in aree coperte e si destinano a recupero o a smaltimento. I residui si stoccano in aree coperte e impermeabili.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di recupero a collegare ogni lotto al produttore e alla resa di rame ottenuta.