Cosa rientra nel codice EER 11.02.02*, cosa sono i fanghi della lavorazione idrometallurgica dello zinco, come la jarosite e la goethite, e perché sono rifiuti pericolosi. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi della lavorazione idrometallurgica dello zinco (compresi jarosite, goethite)
Il codice EER 11.02.02* identifica i fanghi della lavorazione idrometallurgica dello zinco, compresi la jarosite e la goethite. Nell’idrometallurgia dello zinco, il minerale arrostito viene sciolto in acido solforico e la soluzione purificata e sottoposta a elettrolisi: per eliminare il ferro, che si scioglie insieme allo zinco, lo si precipita sotto forma di jarosite o di goethite, fanghi che trascinano altri metalli.
In pratica vi rientrano i residui di lisciviazione, i fanghi ferrosi di jarosite e di goethite, le torte di filtrazione della purificazione e i fanghi di depurazione delle acque degli stabilimenti di elettrolisi dello zinco. Contengono ferro, zinco residuo, piombo, cadmio, arsenico e altri metalli, e sono rifiuti pericolosi. La jarosite e la goethite sono ossidi e solfati di ferro che trattengono zinco e altri metalli, e si formano in grandi quantità.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 11.02, dedicato ai rifiuti prodotti dalla lavorazione idrometallurgica di metalli non ferrosi, nel capitolo 11. Si distingue dai rifiuti della metallurgia termica dello zinco del sottocapitolo 10.05, perché qui il processo avviene in soluzione acquosa.
L’asterisco segnala la pericolosità: i fanghi vanno disidratati, caratterizzati e conferiti a impianti autorizzati alla stabilizzazione o a discariche per rifiuti pericolosi. Per un impianto idrometallurgico, un software per RENTRI che registri ogni uscita di fango alle analisi sui metalli e alle prove di cessione aiuta a seguire nel tempo volumi molto rilevanti.
Gli impianti di produzione di zinco per via idrometallurgica generano grandi quantità di fanghi di purificazione e di precipitazione del ferro. Sono i rifiuti principali del processo e richiedono aree di stoccaggio dedicate.
I fanghi si filtrano, si lavano e si inviano a stabilizzazione o a discariche per rifiuti pericolosi; alcuni impianti li ritrattano per recuperare zinco e altri metalli.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra le uscite di fango per campagna e per destinazione, e confronta le quantità con lo zinco prodotto.
Alcuni impianti trattano per via umida residui industriali ricchi di zinco, come le polveri siderurgiche, con processi che producono fanghi ferrosi.
I fanghi si caratterizzano con regolarità e si inviano a stabilizzazione; le prove di cessione verificano la mobilità dei metalli. Il trattamento umido di residui industriali produce fanghi di composizione variabile, da analizzare lotto per lotto.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di recupero di collegare ogni lotto di fango al residuo industriale trattato.
Le discariche per rifiuti pericolosi e gli impianti di stabilizzazione ricevono questi fanghi e li trattano con leganti per ridurne la mobilità. Le discariche per pericolosi dedicate ai fanghi metallurgici hanno celle molto grandi e sistemi di controllo del percolato attivi per decenni.
Prima del conferimento i fanghi si stabilizzano con leganti idraulici, per ridurre la mobilità dei metalli e rendere il materiale palabile.
Un software per RENTRI aiuta il gestore a registrare ogni carico con il produttore e l’esito delle prove di cessione.