Cosa rientra nel codice EER 06.01.02*, perché l’acido cloridrico di scarto è un rifiuto pericoloso e quali attività lo producono, dal decapaggio dell’acciaio alla chimica inorganica. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
acido cloridrico
Il codice EER 06.01.02* identifica l’acido cloridrico di scarto che deriva dai processi chimici inorganici e dai trattamenti dei metalli. È la soluzione acida esausta o fuori specifica che non può più essere usata nel ciclo produttivo e va gestita come rifiuto.
In pratica vi rientrano i bagni di acido cloridrico esausti del decapaggio dell’acciaio, le soluzioni muriatiche sature di cloruri ferrici, gli acidi di lavaggio degli impianti e i residui cloridrici fuori specifica. È un liquido fortemente corrosivo che sviluppa vapori acidi. L’acido cloridrico esausto del decapaggio contiene molto cloruro di ferro, ed è proprio questa soluzione che molte aziende riescono a rigenerare o a vendere come reagente.
Va tenuta distinta dall’acido solforico e solforoso (06.01.01*), dall’acido fosforico (06.01.04*) e dall’acido nitrico (06.01.05*): qui la specie acida è l’acido cloridrico.
L’asterisco segnala la pericolosità: la corrosività e lo sviluppo di vapori impongono di raccogliere l’acido in contenitori resistenti e a tenuta, di non miscelarlo con altri reflui e di conferirlo a impianti autorizzati alla neutralizzazione o al recupero dei cloruri. Per una zincheria, un impianto chimico o un’impresa di pulizia industriale, un software per RENTRI che registri gli acidi esausti in uscita, con volume e destinatario, aiuta a seguire la quota rigenerata.
Un impianto di zincatura o un’acciaieria usa l’acido cloridrico per decapare i profilati e rimuovere ossidi e calamina prima della zincatura. Il bagno si carica progressivamente di cloruri ferrici e diventa esausto.
L’acido esausto viene estratto e raccolto in serbatoi resistenti alla corrosione, poi conferito a impianti di rigenerazione dei cloruri o di neutralizzazione; i volumi sono rilevanti e legati al ritmo della linea di decapaggio.
Con un gestionale RENTRI la zincheria registra le uscite dell’acido cloridrico esausto per vasca e per periodo, con volume e destinatario, e annota la quota avviata alla rigenerazione.
Un impianto che produce cloruri e prodotti inorganici genera correnti di acido cloridrico fuori specifica e soluzioni esauste nelle fasi di reazione e lavaggio. Quando l’acido non rientra nelle specifiche diventa rifiuto.
Le soluzioni vengono raccolte in serbatoi dedicati e avviate a recupero o neutralizzazione; la gestione separata dalle basi e dagli altri acidi evita reazioni indesiderate. I volumi seguono i cicli produttivi.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto di produzione di cloruri di distinguere nei registri l’acido avviato a neutralizzazione da quello recuperato, con le date di ogni ritiro.
Un’impresa di pulizia industriale usa soluzioni di acido cloridrico per disincrostare scambiatori, tubazioni e serbatoi dai depositi calcarei. Dopo l’intervento la soluzione è carica di sali disciolti e va gestita come rifiuto.
L’acido esausto viene recuperato in contenitori a tenuta a fine lavoro e conferito a impianti autorizzati; i volumi dipendono dall’estensione e dallo stato degli impianti trattati.
Un software per RENTRI aiuta l’impresa di disincrostazione a registrare l’acido esausto raccolto per cantiere, con il contenitore a tenuta usato e l’impianto di destinazione.