Codice EER 06.01.01* acido solforico: guida e RENTRI

06.01.01* · 2026-09-28 · 13:56:18

Codice EER 06.01.01*

acido solforico e acido solforoso, chi lo produce e come si gestisce con il RENTRI

Il codice EER 06.01.01* copre acido solforico e acido solforoso esausti o fuori uso, rifiuto pericoloso per definizione. Vediamo cosa rientra nel codice, quali attività lo generano e cosa comporta la tracciabilità con il RENTRI.

Descrizione ufficiale

acido solforico e acido solforoso

Inquadramento

Il codice EER 06.01.01* identifica i rifiuti costituiti da acido solforico e acido solforoso in forma esausta, contaminata o fuori specifica. Rientra nel capitolo 06, dedicato ai rifiuti dei processi chimici inorganici, e nel sottogruppo 06.01, che raccoglie i rifiuti della produzione, formulazione, fornitura e uso di acidi. La collocazione dice già molto: il codice non riguarda l'acido come prodotto, ma il residuo che resta quando l'acido è stato prodotto, miscelato, distribuito o impiegato e non è più utilizzabile.

In pratica parliamo di soluzioni acide esauste, bagni di decapaggio a base solforica, acido di recupero da lavorazioni industriali, fondi di serbatoi e cisterne, partite scadute o inquinate. La concentrazione varia molto, dall'acido concentrato alle soluzioni diluite, e con essa cambiano densità, aggressività sui materiali e requisiti di stoccaggio.

L'asterisco segna la pericolosità, che qui è assoluta: il rifiuto è pericoloso per definizione, senza bisogno di analisi per stabilirlo. La caratteristica tipica è la corrosività, a cui si aggiunge la reattività con acqua e basi, con sviluppo di calore. Ne derivano contenitori compatibili, aree di deposito separate da altri rifiuti e movimenti tracciati. Con il passaggio al RENTRI la tracciabilità è digitale, e un software per RENTRI allineato al catalogo aiuta a registrare i movimenti del 06.01.01* con codice, stato fisico e caratteristiche di pericolo coerenti tra registro e formulario.

Officina di zincatura e decapaggio metalli

Il decapaggio è il caso più frequente. Prima della zincatura o di altri trattamenti galvanici, l'acciaio passa in vasche di acido solforico che rimuovono ossidi e calamina. Il bagno si carica progressivamente di ferro e perde efficacia, fino a diventare un rifiuto da smaltire con il codice 06.01.01*.

Si tratta di volumi importanti, spesso di diverse tonnellate a svuotamento, con acido ancora attivo e ricco di metalli disciolti. Le vasche vanno svuotate con pompe compatibili, il rifiuto va tenuto lontano da soluzioni alcaline e da rifiuti cianidrici.

Con più vasche e svuotamenti periodici, la gestione rifiuti con RENTRI richiede registrazioni puntuali per quantità e date; un gestionale RENTRI che riporta il codice e le caratteristiche di pericolo in modo automatico riduce gli scarti tra registro e formulario.

Deposito e distribuzione di prodotti chimici industriali

Chi stocca e rivende acidi genera questo rifiuto senza mai usare l'acido in un processo. Il sottogruppo 06.01 comprende infatti anche la fornitura: fondi di cisterna non più commerciabili, partite contaminate da travasi errati, fusti danneggiati, resi dei clienti con prodotto degradato o non conforme alla scheda tecnica.

A questi si aggiungono i residui di lavaggio delle linee di travaso, quando la soluzione risultante resta prevalentemente acida. La concentrazione è spesso elevata, quindi contenitori e cisternette devono essere idonei alla corrosività e etichettati con chiarezza.

Per un distributore che movimenta molti codici, un software per RENTRI con anagrafica dei rifiuti già impostata evita di confondere il 06.01.01* con altri acidi del sottogruppo o con imballaggi contaminati.

Laboratorio di analisi chimiche

Nei laboratori l'acido solforico serve per digestioni di campioni, titolazioni, pulizia della vetreria e preparazione di reagenti. Le quantità unitarie sono piccole, ma la produzione è continua e si somma a soluzioni scadute o a reagenti mai aperti ritirati dal commercio.

Il rifiuto tipico è una tanica di acido esausto raccolta sotto cappa, a volte diluita, che resta comunque acida e corrosiva. Il punto critico è la separazione: l'acido solforico non va mescolato con solventi organici, ossidanti o basi, e la raccolta va organizzata per flussi omogenei fin dal banco.

La frequenza dei conferimenti è bassa e i movimenti pochi, ma il registro va comunque tenuto in ordine; una gestione rifiuti con RENTRI ben configurata rende semplice anche il caso del piccolo produttore.

Non hai ancora Rifiù?

Scarica l'app per partecipare al programma Rifiù è gratis e utilizzare tutti i servizi.

Rifiù newsletter

Iscriviti per ricevere gli ultimi aggiornamenti