Cosa rientra nel codice EER 06.01.06*, perché raccoglie gli acidi di scarto non classificati nelle voci specifiche del sottocapitolo e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
altri acidi
Il codice EER 06.01.06* identifica gli acidi di scarto dei processi chimici inorganici che non rientrano nelle voci specifiche del sottocapitolo. È una voce residuale che raccoglie le soluzioni acide esauste o fuori specifica non riconducibili a solforico, cloridrico, fluoridrico, fosforico o nitrico.
In pratica vi rientrano gli acidi minori della chimica inorganica, le miscele acide di composizione varia, le soluzioni acide fuori specifica non altrimenti classificabili e i residui di acidi speciali. È materiale corrosivo, pericoloso per il pH e per le sostanze disciolte. Acidi organici forti, miscele di acidi e soluzioni speciali non rientrano nelle voci specifiche, ma la loro corrosività richiede la stessa cautela di quelli più noti.
Nell’elenco europeo la voce chiude l’elenco delle specie acide del sottocapitolo 06.01. Si usa solo quando l’acido non corrisponde alle voci precedenti, dal solforico (06.01.01*) al nitrico (06.01.05*): la corretta attribuzione richiede di conoscere la composizione del refluo.
L’asterisco segnala la pericolosità: la corrosività impone di raccogliere questi acidi in contenitori a tenuta, di non miscelarli con basi o altri reflui incompatibili e di conferirli a impianti autorizzati alla neutralizzazione o al recupero. Per un impianto chimico multiprodotto, un laboratorio o un’impresa di manutenzione industriale, un gestionale RENTRI che registri gli acidi diversi consegnati, con volume e destinatario, aiuta a tenerli separati per compatibilità.
Un impianto chimico che lavora più prodotti genera correnti acide di composizione varia che non rientrano nelle voci specifiche del sottocapitolo. Queste miscele esauste o fuori specifica vanno gestite come rifiuto.
Le soluzioni vengono raccolte in serbatoi dedicati distinti per compatibilità e conferite a impianti autorizzati alla neutralizzazione; la caratterizzazione guida la corretta attribuzione del codice e la destinazione.
Con un software per RENTRI l’impianto chimico registra le correnti acide di composizione varia per serbatoio, con volume e destinatario, e conserva le analisi di ogni miscela.
Un laboratorio impiega acidi diversi dai più comuni, come acidi organici forti o miscele speciali, nelle analisi e nelle preparazioni. I residui e le soluzioni esauste si raccolgono in piccoli volumi ma vanno gestiti come rifiuto.
I residui vengono raccolti in contenitori etichettati per tipologia, tenuti separati e conferiti a ditte autorizzate; la classificazione corretta richiede di conoscere la composizione dei reflui.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al laboratorio di analisi di annotare i pochi ritiri di acidi speciali, con la data e la ditta, divisi per tipologia nei contenitori etichettati.
Un’impresa di manutenzione industriale usa soluzioni acide di diversa natura per disincrostare e pulire impianti e circuiti. Dopo l’intervento le soluzioni sono cariche di sali e residui e vanno gestite come rifiuto.
I reflui acidi vengono recuperati in contenitori a tenuta a fine lavoro e conferiti a impianti autorizzati; la composizione varia a seconda del tipo di deposito trattato.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impresa di manutenzione e pulizia di impianti a registrare i reflui acidi recuperati a fine lavoro, per cantiere, con il contenitore a tenuta e l’impianto di destinazione.