17.02.01 · 2026-09-29 · 01:06:11
Il codice EER 17.02.01 copre il legno proveniente da costruzione e demolizione: travi, assi, pannelli e infissi rimossi in cantiere. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo tracciato con un gestionale RENTRI.
legno
Il codice EER 17.02.01 identifica il legno che esce dalle operazioni di costruzione e demolizione. Rientra nel capitolo 17, dedicato ai rifiuti di cantiere, e nel sottogruppo 17.02, che raggruppa legno, vetro e plastica: le tre frazioni che si separano con più facilità dagli inerti durante una demolizione selettiva o una ristrutturazione.
In concreto si tratta di travi, assi rotte, pannelli rovinati, infissi smontati senza vetro, cassaforme non più riutilizzabili, residui di carpenteria dismessa e scarti di lavorazione prodotti in cantiere. Il legno può essere grezzo o lavorato, ma deve provenire da un contesto edilizio: gli imballaggi in legno, per esempio pallet e casse, hanno un codice diverso nel capitolo 15, e gli scarti di produzione delle segherie e delle falegnamerie stanno nel capitolo 03.
Il 17.02.01 non è pericoloso e non porta l'asterisco. La voce speculare per il legno contaminato da sostanze pericolose, come i trattamenti conservanti a base di creosoto o di sali metallici, è il 17.02.04*. La scelta tra i due codici dipende dalla caratterizzazione del materiale, non dal suo aspetto.
Per chi lo produce, il codice va riportato in registro e nel formulario. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati codice, quantità e destinazione senza ricopiare i dati a mano da un cantiere all'altro.
Un'impresa che ristruttura appartamenti e piccoli edifici produce legno 17.02.01 quasi in ogni commessa. Il caso più frequente è la rimozione di vecchi infissi, porte interne, battiscopa, pavimenti in listoni e controsoffitti in perline, che una volta smontati non hanno più un impiego.
Si aggiungono le cassaforme a fine vita, le tavole da ponte spezzate e i puntelli in legno che dopo qualche cantiere non garantiscono più la portata richiesta. Il materiale viene accumulato in un cassone dedicato, separato dagli inerti e dal cartongesso, e avviato a impianti di recupero che lo trasformano in pannelli truciolari o in combustibile.
Per un'impresa con più cantieri aperti, la gestione rifiuti con RENTRI passa da un gestionale che associa ogni movimento al cantiere di origine.
Nella demolizione di capannoni, tettoie e case unifamiliari il legno strutturale è una frazione rilevante: travi di copertura, orditure, tavolati e solai in legno arrivano a terra insieme al resto della struttura.
Quando si lavora in demolizione selettiva la frazione viene separata prima o subito dopo l'abbattimento, così da evitare che finisca nel misto 17.09.04. Chiodi, staffe e piastre metalliche restano di norma attaccati e vengono rimossi in impianto.
Il punto delicato è la caratterizzazione: travi vecchie trattate con impregnanti o pitture al piombo possono richiedere il 17.02.04* e non il 17.02.01. La decisione conviene documentarla, e un software per RENTRI permette di archiviare analisi e schede insieme alla registrazione del rifiuto.
Chi produce e posa serramenti in legno lavora in due luoghi diversi e genera rifiuti diversi. Gli scarti di lavorazione in laboratorio, come sfridi e trucioli, seguono il capitolo 03. Il legno che nasce in cantiere, cioè i vecchi infissi rimossi durante la sostituzione, è invece un rifiuto da costruzione e demolizione e prende il codice 17.02.01.
Il serramentista che effettua la sostituzione porta via telai, ante e cassonetti in legno, spesso con ferramenta ancora montata e tracce di vernice. Il vetro viene separato e segue il 17.02.02.
Si tratta di quantità modeste ma continue, distribuite su molti clienti, e per questo la tracciabilità con un gestionale RENTRI risulta più pratica di una registrazione manuale.