Cosa rientra nel codice EER 16.04.01*, perché le munizioni di scarto sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono, da armerie e poligoni a istituzioni. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
munizioni di scarto
Il codice EER 16.04.01* identifica le munizioni di scarto, cioè le cartucce, le munizioni e i proiettili che non sono più utilizzabili o che sono state sequestrate, scadute o dismesse. Contengono polveri da sparo, inneschi e metalli, e sono materiali esplosivi e pericolosi.
In pratica vi rientrano le cartucce scadute o difettose di armerie e poligoni di tiro, le munizioni sequestrate dalle forze dell’ordine, quelle dismesse da enti e da forze armate, le munizioni civili ritrovate e consegnate e gli scarti di produzione. La loro manipolazione richiede personale abilitato e autorizzazioni di polizia. Le munizioni di scarto sono materiale esplodente, e la loro detenzione senza autorizzazione è vietata anche quando sono deteriorate.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 16.04, dedicato agli esplosivi di scarto. Si distingue dai fuochi artificiali di scarto della voce 16.04.02* e dagli altri esplosivi della voce 16.04.03*. Il trasporto e lo smaltimento sono regolati da norme speciali sugli esplosivi.
L’asterisco segnala la pericolosità: le munizioni di scarto non vanno mai gettate né aperte, e vanno consegnate a soggetti autorizzati alla distruzione di materiali esplodenti, con le autorizzazioni di pubblica sicurezza. Per un’armeria o un poligono, un software per RENTRI che registri il rifiuto consegnato alla ditta autorizzata, con quantità e destinatario, aiuta a conservare la documentazione, senza sostituire le comunicazioni all’autorità previste per le armi.
Le armerie e i poligoni hanno cartucce scadute o difettose da eliminare. La detenzione e la cessione sono soggette ad autorizzazioni, e il rifiuto non può essere trattato come uno ordinario.
Le munizioni si conservano in un deposito autorizzato e si consegnano a ditte autorizzate alla distruzione, con la documentazione e le comunicazioni all’autorità di pubblica sicurezza.
Con un gestionale RENTRI l’armeria registra le cartucce scadute consegnate alla ditta di distruzione con data e quantità, e conserva i documenti, accanto alle comunicazioni all’autorità di pubblica sicurezza.
I cacciatori e i frequentatori di campi di tiro a volo accumulano cartucce vecchie o difettose. Non vanno gettate nei rifiuti, né aperte.
Le cartucce si consegnano all’armeria o a un centro autorizzato; il conferimento diretto a privati non autorizzati è vietato. L’armeria assicura che la cessione di cartucce a un terzo avvenga solo con i documenti previsti.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al poligono di tiro a volo di tenere in un unico registro i pochi conferimenti periodici, con il nome della ditta autorizzata che ritira le cartucce difettose.
Le ditte con licenza per la distruzione di materiali esplodenti ricevono munizioni da armerie, enti e forze dell’ordine e le distruggono in impianti protetti.
Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e delle autorizzazioni; la distruzione avviene per brillamento o in forni speciali.
Un software per RENTRI aiuta la ditta autorizzata alla distruzione a registrare ogni partita con il produttore e l’autorizzazione, e a collegare ciascun lotto alla data del brillamento o del trattamento.