13.07.03* · 2026-09-28 · 22:59:40
Il codice EER 13.07.03* raccoglie i carburanti che non rientrano tra gasolio e benzina, incluse le miscele accidentali. Cosa comprende, chi lo produce e come gestirlo con il RENTRI.
altri carburanti (comprese le miscele)
Il codice 13.07.03* chiude il sottogruppo 13.07, quello dei residui di combustibili liquidi. I due codici precedenti coprono olio combustibile e gasolio (13.07.01*) e benzina (13.07.02*). Qui finisce tutto il resto: cherosene, carburante per aviazione, miscela olio e benzina per motori a due tempi, carburanti additivati fuori specifica e, soprattutto, le miscele, cioè quei liquidi in cui benzina e gasolio si sono mescolati per un errore di rifornimento, per un travaso in un serbatoio non bonificato o per lo svuotamento di più mezzi nello stesso contenitore.
La collocazione nel capitolo 13 dipende dalla natura del rifiuto: sono prodotti petroliferi o assimilati, liquidi, con potere calorifico, che non rientrano nei capitoli 05 (raffinazione), 12 (lavorazione dei metalli) e 19 (impianti di trattamento). Non si tratta di oli lubrificanti esausti, che hanno i sottogruppi da 13.01 a 13.03, ma di combustibili che non possono più essere usati come tali.
L'asterisco indica una voce pericolosa senza codice a specchio. Il rifiuto è pericoloso per definizione, anzitutto per infiammabilità e per la presenza di idrocarburi aromatici, e le caratteristiche di pericolo vanno comunque individuate per l'etichettatura. Questo condiziona stoccaggio, contenitori e scelta dell'impianto di destino. Sul piano documentale, chi tratta questi carburanti si trova a registrare movimenti spesso saltuari ma con quantità variabili, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati codice, stato fisico e classi di pericolo tra un conferimento e l'altro.
Nei distributori stradali il 13.07.03* nasce soprattutto dalle miscele. Il caso tipico è il cliente che rifornisce con il carburante sbagliato: il serbatoio del veicolo viene svuotato in officina o sul piazzale e il liquido, benzina e gasolio insieme, non è più classificabile né come 13.07.01* né come 13.07.02*.
Altri flussi arrivano dalla bonifica dei serbatoi interrati, quando i fondami contengono prodotti diversi stratificati, e dallo svuotamento delle linee in occasione di un cambio di prodotto sulla stessa pompa.
Le quantità sono discontinue, con picchi in fase di manutenzione straordinaria. Un software per RENTRI con anagrafiche già impostate sul codice evita di ripartire da zero ogni volta che si apre un nuovo movimento.
Nell'impianto di trattamento dei veicoli fuori uso la messa in sicurezza precede la demolizione e comprende lo svuotamento del serbatoio. Quando il carburante è identificabile con certezza va sui codici dedicati; quando i mezzi in arrivo sono misti, le vasche di raccolta finiscono per contenere benzina, gasolio e additivi insieme, e il codice corretto diventa il 13.07.03*.
La stessa cosa succede con veicoli alimentati a etanolo, con motocicli a due tempi che hanno la miscela nel serbatoio e con mezzi rimasti fermi per anni, il cui carburante è degradato al punto da non essere più riconducibile a un prodotto commerciale.
I quantitativi sono continui e prevedibili: qui la gestione rifiuti con RENTRI riguarda più la regolarità delle registrazioni che la novità del codice.
Nei cantieri nautici e nei rimessaggi il 13.07.03* è un codice frequente per via dei motori fuoribordo a due tempi, che funzionano con miscela di benzina e olio. A fine stagione le taniche avanzate e i serbatoi portatili producono un rifiuto che non è benzina pura e non è olio lubrificante: è una miscela, ed entra in questa voce.
Si aggiungono i carburanti recuperati dalle sentine, dove benzina, gasolio e olio si mescolano con l'acqua, e il petrolio bianco o il cherosene usati a bordo per stufe e fornelli.
Le quantità sono stagionali, concentrate nei mesi di alaggio. Chi usa un gestionale RENTRI trova utile tenere il codice tra quelli ricorrenti e richiamarlo quando riparte il lavoro di rimessaggio.