13.04.02* · 2026-09-28 · 22:46:08
Cosa contiene il codice EER 13.04.02*, perché è classificato pericoloso e quali attività portuali lo producono. Con note pratiche sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli di sentina derivanti dalle fognature dei moli
Il codice EER 13.04.02* identifica gli oli di sentina che non vengono ritirati direttamente dalla nave ma passano attraverso le fognature dei moli, cioè condotte, pozzetti, caditoie e vasche di raccolta che servono le banchine. Si tratta di miscele di acqua e idrocarburi: gasolio, olio lubrificante, residui di combustibile, spesso con sedimenti, detergenti e acqua di mare. La composizione cambia da un porto all'altro e da una stagione all'altra, perché dipende da cosa scarica chi ormeggia e da come sono costruite le reti di drenaggio.
Il capitolo 13 raccoglie gli oli esauriti e i residui di combustibili liquidi, esclusi gli oli commestibili e quelli trattati nei capitoli 05, 12 e 19. Il sottogruppo 13.04 è dedicato agli oli di sentina e distingue tre origini: navigazione interna, fognature dei moli, altri tipi di navigazione. Il 13.04.02* copre quindi un punto preciso della filiera, la banchina e la sua rete di scarico, e non il liquido pompato a bordo.
L'asterisco segna il rifiuto come pericoloso senza una voce specchio non pericolosa, quindi la classificazione non dipende dalla concentrazione di idrocarburi misurata. Nella pratica questo comporta depositi e contenitori identificati, trasportatori e impianti autorizzati per quel codice e una tracciabilità documentale puntuale. Chi gestisce banchine con più punti di raccolta trova utile un gestionale RENTRI che colleghi le quantità estratte dai singoli pozzetti ai movimenti registrati.
Un porto turistico gestisce centinaia di posti barca e una rete di pozzetti lungo pontili e banchine. Le imbarcazioni da diporto svuotano le sentine in modo non sempre controllato, il gasolio trafila durante il rifornimento al distributore in banchina e la pioggia lava i piazzali dove si fanno piccoli interventi ai motori. Tutto finisce nelle caditoie e nei disoleatori a servizio del molo.
Quando l'impianto viene spurgato, il liquido estratto, acqua e idrocarburi insieme, è classificato 13.04.02*. Il gestore del marina è il produttore del rifiuto e annota ogni intervento. Nella gestione rifiuti con RENTRI conviene tenere separata la contabilità per ogni vasca, così le quantità restano ricostruibili in caso di verifica.
Il cantiere nautico che alza le barche con travel lift o scalo di alaggio lavora a ridosso del molo e usa la stessa rete di drenaggio. Prima di mettere a secco un'unità si svuotano le sentine, si scollegano le linee del carburante, si drenano i motori. Parte del liquido cade sul piazzale e raggiunge le griglie collegate alla fognatura del molo.
Il cantiere che gestisce direttamente il pozzetto o la vasca finale produce quindi 13.04.02* ogni volta che chiama l'autospurgo. Va tenuto distinto dall'olio motore esausto raccolto in fusti, che ha un altro codice del capitolo 13. Un software per RENTRI aiuta a non confondere i due flussi nel registro cronologico e nei formulari.
Nei porti commerciali il terminal o l'impresa concessionaria della banchina si occupa delle reti fognarie di servizio ai moli. Gli apporti sono più consistenti rispetto al diporto: perdite dalle manichette di bunkeraggio, sversamenti durante la movimentazione dei mezzi, acque di lavaggio dei piazzali dove operano gru e trattori portuali.
I disoleatori vengono controllati a scadenza e il fango oleoso e l'acqua con idrocarburi che ne escono vengono avviati a impianti di trattamento come 13.04.02*. Con volumi di questo tipo il gestionale RENTRI diventa il punto in cui si allineano i verbali dell'autospurgo, i formulari e le annotazioni del registro, evitando scostamenti tra quanto estratto e quanto effettivamente trasportato.