13.02.07* · 2026-09-28 · 22:33:26
Cosa rientra nel codice EER 13.02.07*, perché resta un rifiuto pericoloso anche se l'olio è biodegradabile e quali attività lo producono. Con note pratiche sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli per motori, ingranaggi e lubrificazione, facilmente biodegradabili
Il codice 13.02.07* identifica gli oli esausti per motori, ingranaggi e lubrificazione formulati in partenza per essere facilmente biodegradabili. In pratica si tratta di lubrificanti a base di esteri sintetici o di oli vegetali modificati, scelti dove una perdita accidentale finirebbe direttamente nel suolo o in acqua: macchine forestali, mezzi agricoli, impianti idroelettrici, natanti.
Il capitolo 13 raccoglie gli oli esauriti e i residui di combustibili liquidi, con esclusione degli oli commestibili e di quanto rientra nei capitoli 05, 12 e 19. Il sottogruppo 13.02 distingue gli scarti di olio motore, per ingranaggi e lubrificanti in base alla composizione originaria: minerali clorurati, minerali non clorurati, sintetici, facilmente biodegradabili, altri. Il 13.02.07* copre quindi una nicchia precisa e va attribuito solo quando la scheda tecnica del prodotto nuovo documenta quella caratteristica. Se l'origine non è certa, la scelta cade su un'altra voce del sottogruppo.
L'asterisco segna un rifiuto pericoloso senza voce specchio: la classificazione non dipende da un'analisi. La biodegradabilità della base non cambia l'inquadramento, perché l'olio usato porta con sé additivi, metalli da usura, acqua e contaminanti raccolti in esercizio. Ne derivano gli adempimenti tipici dei pericolosi: contenitori idonei ed etichettati, separazione dagli altri oli, tracciabilità documentale. Per chi rientra nel perimetro del RENTRI, quest'ultima passa oggi dal registro elettronico e da un software per RENTRI in grado di gestire correttamente il codice con l'asterisco.
Le imprese che operano in bosco lavorano con motoseghe, harvester, forwarder e trattori con verricello, spesso dentro aree protette o lungo corsi d'acqua. In questi contesti molti committenti pubblici chiedono lubrificanti biodegradabili per catene, riduttori e motori, e l'azienda finisce per usarli su tutto il parco macchine.
Il rifiuto nasce ai cambi olio periodici e dallo spurgo dei riduttori. Il quantitativo per singola macchina è modesto, ma su una stagione si accumulano diverse centinaia di litri. Il codice corretto è il 13.02.07*, purché l'olio raccolto nel fusto sia solo di quel tipo. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere separate le partite e a evitare che finiscano sotto il generico 13.02.08*.
Nei cantieri che operano su laghi e in aree marine con vincoli ambientali si è diffuso l'uso di oli biodegradabili per motori fuoribordo, entrobordo, invertitori e piedi poppieri. Il rimessaggio invernale concentra le operazioni: svuotamento coppe, sostituzione dell'olio nei riduttori, pulizia dei circuiti.
L'olio drenato viene stoccato in cisternette e fusti in attesa del ritiro. Se il cantiere lavora sia con lubrificanti minerali sia con quelli biodegradabili, deve organizzare due linee di raccolta distinte, perché i codici sono diversi e la miscelazione fa perdere l'attribuzione al 13.02.07*. La gestione rifiuti con RENTRI rende visibile questa separazione già in fase di registrazione, con vantaggi al momento del conferimento al consorzio o al raccoglitore autorizzato.
Turbine, moltiplicatori di giri, paratoie e sistemi di regolazione lavorano a contatto diretto con l'acqua di un fiume o di un invaso. Per questo i gestori di piccole e medie centrali adottano da tempo lubrificanti biodegradabili per cuscinetti, riduttori e servocomandi, così da limitare i danni in caso di trafilamento.
Il rifiuto si genera durante le fermate programmate, quando si sostituisce l'olio dei riduttori e si svuotano i serbatoi dei gruppi di lubrificazione. Le quantità possono essere rilevanti e la produzione è discontinua, concentrata in pochi giorni all'anno. Il codice 13.02.07* è quello corretto per gli scarti di queste macchine, e un software per RENTRI con anagrafiche per singola centrale permette di attribuire ogni movimentazione all'unità locale che l'ha effettivamente prodotta.