Cosa rientra nel codice EER 13.02.05*, perché gli oli minerali non clorurati per motori, ingranaggi e lubrificazione, cioè l’olio motore usato, sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati
Il codice EER 13.02.05* identifica gli oli minerali non clorurati per motori, ingranaggi e lubrificazione: l’olio motore usato, l’olio dei cambi, dei differenziali e dei riduttori, e gli oli lubrificanti minerali esausti di macchine e impianti. È l’olio usato per eccellenza, prodotto in tutte le attività che gestiscono veicoli e macchine.
In pratica vi rientrano l’olio motore estratto in occasione dei tagliandi di auto, camion, trattori e imbarcazioni, l’olio per ingranaggi e per cambi, gli oli lubrificanti industriali sostituiti, il contenuto delle coppe e dei serbatoi e gli oli dei filtri sgocciolati. Sono materiali pericolosi, ma preziosi: se raccolti bene, si rigenerano in nuovi oli base. Un’officina media raccoglie in un anno centinaia di litri di olio motore, che si accumulano in un serbatoio o in fusti in attesa del ritiro.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.02. Si distingue dall’olio clorurato della voce 13.02.04*, dagli oli sintetici della 13.02.06* e dagli oli biodegradabili della 13.02.07*. In Italia, la raccolta e la rigenerazione sono organizzate dal Consorzio nazionale oli usati.
L’asterisco segnala la pericolosità: l’olio usato non va mai miscelato con solventi, antigelo o altri liquidi, né disperso nell’ambiente, e va consegnato al sistema consortile o a ditte autorizzate. Per un’autofficina, un’impresa di trasporti o un distributore, un gestionale RENTRI che registri ogni ritiro di olio usato, con litri, data e raccoglitore, aiuta a collegarlo al consorzio di raccolta e a tenere ordinata la documentazione.
Le autofficine sostituiscono l’olio motore a ogni tagliando. In un anno, un’officina raccoglie centinaia di litri di olio esausto, che si accumulano in un serbatoio o in fusti.
L’olio si conserva in un serbatoio a doppia parete o in fusti su bacino di contenimento, senza mescolarlo con altri liquidi, e si consegna a ditte autorizzate o al Consorzio degli oli usati.
Con un software per RENTRI l’autofficina registra i ritiri di olio usato con litri e data, e annota la contabilità del serbatoio accanto al documento del raccoglitore.
Le imprese con flotte di camion, autobus e mezzi pesanti sostituiscono volumi rilevanti di olio motore e di olio cambio. I distributori di carburanti ricevono olio usato dai clienti.
L’olio si conserva in cisterne dedicate e si consegna con regolarità a ditte autorizzate; la verifica della qualità dell’olio ne mantiene il valore.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla flotta di camion di collegare ogni ritiro di olio alla manutenzione dei mezzi, e di vedere se la qualità dell’olio raccolto resta stabile.
Gli impianti di rigenerazione trattano l’olio usato raccolto da migliaia di officine per ottenere basi lubrificanti di qualità, tramite distillazione e idrogenazione.
Ogni carico si accetta dopo analisi del contenuto di acqua, di cloro e di PCB; l’olio conforme si rigenera, quello non conforme si destina ad altri trattamenti.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di rigenerazione a registrare ogni carico con il raccoglitore e l’esito delle analisi su acqua, cloro e PCB, e a collegare l’olio base ottenuto al lotto ricevuto.