Codice EER 13.02.05*: oli minerali esausti e RENTRI

13.02.05* · 2026-09-28 · 22:30:30

Codice EER 13.02.05*

oli minerali esausti per motori e ingranaggi, chi li produce e come gestirli con RENTRI

Il codice EER 13.02.05* identifica gli oli minerali esausti non clorurati provenienti da motori, ingranaggi e sistemi di lubrificazione. Cosa comprende, quali attività lo generano e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

oli minerali per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati

Inquadramento

Il codice 13.02.05* raccoglie gli oli lubrificanti di origine minerale che hanno concluso il ciclo di utilizzo in motori, trasmissioni, riduttori e sistemi di lubrificazione, e che non contengono composti clorurati. Si tratta dell'olio esausto più comune nelle attività di manutenzione: olio motore drenato dalla coppa, olio del cambio, olio per differenziali e per ingranaggi industriali.

Il capitolo 13 è dedicato agli oli esauriti e ai residui di combustibili liquidi, con l'esclusione degli oli commestibili e degli oli già coperti dai capitoli 05, 12 e 19. Il sottogruppo 13.02 isola gli scarti di olio motore, olio per ingranaggi e oli lubrificanti, e li distingue in base alla natura del prodotto di partenza: clorurati (13.02.04*), minerali non clorurati (13.02.05*), sintetici (13.02.06*), facilmente biodegradabili (13.02.07*) e altri oli (13.02.08*). La scelta del codice richiede quindi di conoscere la base del lubrificante, informazione che di norma si ricava dalla scheda tecnica o dalla scheda di sicurezza del prodotto nuovo.

L'asterisco indica una voce pericolosa assoluta: non esiste una voce specchio non pericolosa, quindi il rifiuto è pericoloso per definizione, senza bisogno di analisi per stabilirlo. Per il produttore questo significa deposito in contenitori a tenuta, separazione dagli altri oli, in particolare da quelli clorurati e dalle emulsioni, e una tracciabilità puntuale di ogni movimentazione. È il caso tipico in cui un gestionale RENTRI aiuta a tenere in ordine registro, formulari e giacenze.

Officina di autoriparazione

Il cambio olio è l'operazione più frequente in un'officina meccanica e ogni intervento produce alcuni litri di olio motore esausto, drenato dalla coppa e raccolto in vasche o fusti dedicati. Alla stessa voce finiscono l'olio del cambio manuale, quello dei differenziali e, se di base minerale, il lubrificante dei riduttori. Il volume annuo dipende dal numero di veicoli trattati, ma anche una piccola officina supera facilmente le centinaia di litri.

Il punto critico è la separazione: l'olio 13.02.05* non va mescolato con liquido freni, refrigeranti o filtri, che hanno codici propri. Un software per RENTRI con l'anagrafica dei codici già impostata riduce gli errori in fase di registrazione.

Impresa di autotrasporto con officina interna

Le aziende di autotrasporto che curano in proprio la manutenzione dei mezzi pesanti generano quantità rilevanti di olio motore esausto: un solo motore di camion può contenere trenta o quaranta litri di lubrificante, sostituito a intervalli programmati in base ai chilometri percorsi. A questo si aggiungono gli oli di cambio, ponti e prese di forza, spesso di base minerale.

Il rifiuto viene stoccato in serbatoi o cisternette in attesa del ritiro da parte di un raccoglitore autorizzato. Per un'impresa con più depositi e più unità locali, la gestione rifiuti con RENTRI consente di tenere separati i registri di ogni sede e di verificare le giacenze prima di ogni conferimento.

Stabilimento manifatturiero con manutenzione di riduttori

Negli stabilimenti industriali gli oli minerali per ingranaggi lubrificano riduttori, motoriduttori, presse, nastri trasportatori e centraline di lubrificazione centralizzata. La sostituzione avviene per piano di manutenzione o quando le analisi periodiche mostrano degrado, contaminazione da particelle metalliche o presenza di acqua. L'olio drenato, se di base minerale e non clorurata, viene classificato 13.02.05*.

La difficoltà principale è la molteplicità di lubrificanti in uso: sullo stesso impianto possono convivere oli minerali, sintetici e idraulici, ognuno con un codice diverso. Serve un'etichettatura chiara dei contenitori e un gestionale RENTRI che associ a ogni deposito temporaneo il codice corretto, così che registro e formulari riportino sempre la voce giusta.

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