Cosa rientra nel codice EER 08.02.02, cosa sono i fanghi acquosi contenenti materiali ceramici e quali attività li producono, dalla ceramica sanitaria alle piastrelle. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi acquosi contenenti materiali ceramici
Il codice EER 08.02.02 identifica i fanghi acquosi contenenti materiali ceramici, cioè le sospensioni dense di argille, smalti, ossidi e fritte che si formano nei processi di lavorazione ceramica, nei lavaggi delle linee e nei depuratori. Sono fanghi non pericolosi, di norma ricchi di silice e di silicati.
In pratica vi rientrano i fanghi di depurazione delle acque di lavaggio delle linee di smaltatura, i fanghi di rettifica e lucidatura delle piastrelle, i residui di decantazione dei reparti di preparazione degli impasti e i fanghi di molatura. Spesso vengono disidratati in filtropressa e riavviati a recupero nel ciclo. Il fango ceramico è una massa argillosa e compatta, e dopo la disidratazione si presenta in panetti che trattengono ancora molta acqua.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 08.02, dedicato ai rifiuti di altri rivestimenti inclusi i materiali ceramici, nel capitolo 08. Si distingue dalla voce 08.02.03, che riguarda le sospensioni acquose, più liquide, e dai rifiuti di materiali ceramici del capitolo 10 e 17.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con analisi periodiche, perché alcuni smalti contengono metalli pesanti. Per un’industria di piastrelle, un produttore di sanitari o un laboratorio di decorazione, un software per RENTRI che registri i fanghi in uscita, con peso e analisi, aiuta a distinguere la quota riutilizzata in azienda da quella conferita.
Nei distretti ceramici, le acque di lavaggio e di rettifica passano per depuratori chimico-fisici che separano fanghi ricchi di argilla e smalto. Il fango, filtropressato, può essere rimesso nel ciclo dell’impasto o avviato a recupero.
I fanghi si disidratano e si stoccano in aree coperte; il recupero interno riduce il rifiuto, mentre l’eccedenza è consegnata a impianti autorizzati di recupero in edilizia o a smaltimento.
Con un gestionale RENTRI l’industria di piastrelle registra le uscite di fango disidratato per periodo, con peso e destinatario, e annota la parte rimessa nelle miscele.
La produzione di sanitari e di oggetti in ceramica usa barbottine e smalti in sospensione. I lavaggi dei reparti e delle forme producono acque con ceramica in sospensione, che vengono trattate lasciando fanghi.
I fanghi si decantano e si disidratano, poi si riutilizzano in parte nelle miscele; l’eccedenza va a recupero o smaltimento in impianti autorizzati. Il recupero del fango nell’impasto riduce sia il rifiuto sia l’acquisto di materie prime.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di sanitari di collegare i fanghi ai lavaggi delle forme e delle linee di smaltatura, e di conservare le analisi sui metalli degli smalti.
Anche i piccoli laboratori che decorano ceramica con smalti e ossidi producono fanghi di lavaggio, in quantità ridotte ma regolari. Alcuni smalti contengono metalli e richiedono attenzione.
I fanghi si lasciano decantare, si fanno asciugare e si consegnano a ditte autorizzate; la scheda di sicurezza degli smalti guida la classificazione.
Un software per RENTRI aiuta il laboratorio di ceramica a tenere in un unico registro i pochi ritiri periodici, con la scheda degli smalti usati e la ditta che ritira il fango.