Cosa rientra nel codice EER 02.04.01, perché il terriccio residuo della pulizia e del lavaggio delle barbabietole non è classificato come pericoloso e quali attività lo producono, dagli zuccherifici agli impianti saccariferi. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
terriccio residuo delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole
Il codice EER 02.04.01 identifica il terriccio che resta dalla pulizia e dal lavaggio delle barbabietole da zucchero, prima della loro lavorazione. È la terra che accompagna le radici dal campo e viene separata all’arrivo in zuccherificio, insieme a radichette e residui vegetali.
In pratica vi rientrano la terra di lavaggio e di pulizia delle barbabietole, i fanghi terrosi e i sedimenti delle acque di lavaggio, il limo e la fanghiglia con radichette e residui vegetali che si separano nelle vasche. È materiale prevalentemente terroso, prodotto in grandi volumi durante la campagna saccarifera. La terra di barbabietola arriva dal campo in quantità rilevanti, fino a una frazione notevole del peso del raccolto, e si separa nei primi lavaggi dello stabilimento.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 02.04, dedicato ai rifiuti della raffinazione dello zucchero, nel capitolo 02. Va tenuta distinta dal carbonato di calcio fuori specifica (02.04.02), che nasce dalla depurazione del sugo, e dai fanghi del trattamento degli effluenti (02.04.03).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di terra e residui vegetali; la destinazione tipica è il recupero, spesso il reimpiego agronomico per ricostituire suolo, una volta separato dall’acqua. Per uno zuccherificio o un impianto di trattamento dei terricci, un software per RENTRI che registri le uscite di terra di lavaggio, con peso e destinatario, aiuta a collegarle alla campagna e ai terreni di reimpiego.
Uno zuccherificio riceve grandi quantità di barbabietole che arrivano dal campo cariche di terra, e le lava prima della lavorazione. La terra separata, insieme a radichette e residui vegetali, si accumula come terriccio in volumi molto rilevanti durante la campagna.
Il materiale, prevalentemente terroso, viene raccolto nelle vasche di decantazione e separato dall’acqua prima del conferimento o del recupero. La campagna saccarifera concentra la produzione in poche settimane.
Con un gestionale RENTRI lo zuccherificio registra le uscite della terra di lavaggio per campagna, con peso e destinatario, e annota la quota restituita ai terreni agricoli.
Un impianto saccarifero che valorizza il terriccio di lavaggio lo destina al recupero agronomico, per ricostituire terreno o come ammendante, una volta separato dall’acqua e caratterizzato. Il terriccio è una risorsa, non solo uno scarto.
La gestione prevede la disidratazione e la verifica della natura del materiale, che conferma l’assenza di contaminazioni. I volumi dipendono dalla quantità di barbabietole lavorate.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto saccarifero con recupero agronomico di collegare ogni lotto di terriccio al terreno di destinazione, con la verifica di assenza di contaminanti.
Un impianto che tratta i terricci di lavaggio provenienti dagli zuccherifici li lavora per separare la frazione solida dall’acqua e destinarli al recupero. Il terriccio è la materia prima di questo processo.
La qualità e l’assenza di contaminazioni del materiale in ingresso sono condizioni per il recupero agronomico; l’impianto verifica provenienza e composizione dei conferimenti.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di trattamento dei terricci a registrare ogni carico con il produttore e l’analisi, e a collegare la frazione organica separata al prodotto ottenuto.