Cosa rientra nel codice EER 02.02.04, perché i fanghi del trattamento in loco degli effluenti della lavorazione di carne e pesce non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dai macelli con depuratore agli stabilimenti ittici. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi da trattamento in loco degli effluenti
Il codice EER 02.02.04 identifica i fanghi che si producono quando uno stabilimento di lavorazione di carne o pesce depura in loco le proprie acque reflue. Sono fanghi biologici e di chiarificazione, la frazione solida separata dalle acque di processo prima dello scarico.
In pratica vi rientrano i fanghi biologici e secondari del depuratore interno, i sedimenti della chiarificazione, i fanghi di flottazione che trattengono grassi e proteine e i residui del trattamento dei reflui ricchi di sostanza organica. È materiale che nasce dalla gestione delle acque, non dalla lavorazione diretta. Il fango di un macello è ricco di grassi, di sangue e di proteine, e fermenta in poche ore se non viene disidratato.
Nell’elenco europeo la voce sta nel sottocapitolo 02.02, dedicato ai rifiuti della lavorazione di carne, pesce e alimenti di origine animale. Va tenuta distinta dai fanghi di lavaggio (02.02.01), che derivano dalla pulizia, e dagli scarti di tessuti animali (02.02.02): qui l’origine è la depurazione degli effluenti.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché il refluo è di natura organica; la classificazione non esime dalla caratterizzazione quando serve, per esempio per decidere l’avvio a recupero agronomico o a smaltimento. Per un macello, uno stabilimento ittico o un salumificio con depuratore, un gestionale RENTRI che registri i fanghi in uscita, con peso e destinatario, aiuta a collegarli ai capi lavorati.
Un macello che depura in loco le proprie acque reflue produce in continuità fanghi biologici e di flottazione, ricchi di grassi e sostanza organica.
Le quantità dipendono dal carico organico dei reflui e dai volumi lavorati. Il fango va disidratato e stoccato in modo idoneo prima del conferimento, tenendolo distinto dai fanghi di lavaggio e dagli scarti animali.
Con un software per RENTRI il macello registra le uscite di fango disidratato per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota avviata a recupero dopo le analisi.
Uno stabilimento di lavorazione del pesce genera reflui ricchi di sostanza organica, depurati prima dello scarico. Dal trattamento restano fanghi biologici e di chiarificazione, un flusso ricorrente legato all’intensità della lavorazione.
Tenerli distinti dagli altri scarti del processo ne semplifica l’avvio a recupero o smaltimento. Tenerli distinti dagli altri scarti del processo, a partire dai sottoprodotti di origine animale, evita errori di codifica e di destinazione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente allo stabilimento ittico di collegare i fanghi alle giornate di lavorazione del pesce, e di conservare le caratterizzazioni dei diversi lotti.
Un salumificio che tratta in loco i reflui di lavorazione produce fanghi di depurazione ricchi di grassi e proteine. La linea di flottazione e il comparto biologico generano la frazione solida da gestire come rifiuto.
Il fango va disidratato e stoccato idoneamente, con conferimento regolare agli impianti autorizzati. La separazione dai fanghi di lavaggio e dagli scarti di tessuti animali è parte della gestione.
Un gestionale RENTRI aiuta il salumificio a registrare i ritiri regolari dei fanghi di depurazione, con la data, il peso e l’impianto di destinazione.