Cosa rientra nel codice EER 19.04.04, cosa sono i rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla tempra dei rifiuti vetrificati e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla tempra di rifiuti vetrificati
Il codice EER 19.04.04 identifica i rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla tempra di rifiuti vetrificati. La tempra è il raffreddamento rapido del vetro fuso in acqua, che lo frantuma in granuli. L’acqua utilizzata si riscalda e si carica di particelle fini e di sali che si dissolvono in piccola quantità.
In pratica vi rientrano le acque di raffreddamento e di lavaggio dei granulati vetrosi, con solidi sospesi e tracce di sali, raccolte in vasche e ricircolate per un certo tempo. Quando la qualità peggiora, si scaricano e si avviano a depurazione. In genere non contengono sostanze pericolose. Il ricircolo prolungato porta le acque a concentrare sali e solidi, fino al momento dello svuotamento.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.04. Si distingue dai rifiuti liquidi di altri trattamenti. È una voce poco frequente, perché la vetrificazione è una tecnologia poco diffusa, e le acque vengono in genere ricircolate.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione richiede analisi chimiche periodiche delle acque. Per un impianto di vetrificazione, un software per RENTRI che registri ogni svuotamento delle vasche con volume e destinazione aiuta a ricostruire nel tempo la gestione delle acque di tempra.
Le vasche di tempra si svuotano periodicamente, perché le acque accumulano sali e particelle. Il granulato vetroso si estrae dalla vasca con nastri o coclee, e lascia in acqua le particelle più fini.
Le acque si depurano in sito, con sedimentazione e filtrazione, e si scaricano o si inviano a un depuratore esterno. Il sistema di decantazione evita che i solidi finiscano in fognatura. I solidi si raccolgono e si smaltiscono a parte.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra gli svuotamenti delle vasche e li collega alle campagne di fusione.
Gli impianti di depurazione che accettano reflui industriali ricevono le acque, previa verifica analitica. Il depuratore esterno valuta il carico di sali e di solidi e può chiedere una diluizione.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale e analitico. Il depuratore verifica la compatibilità del carico con la propria linea e può rifiutare le acque con sali o metalli oltre i limiti.
Un software per RENTRI consente al depuratore di collegare ogni autobotte al produttore e alla relativa analisi.
Il trasporto avviene con autobotte e personale abilitato. L’autobotte è munita di dispositivi di sicurezza per il carico e lo scarico.
I mezzi viaggiano con la documentazione di accompagnamento. La documentazione viaggia con il mezzo, in formato digitale o cartaceo. Il trasporto di liquidi richiede mezzi autorizzati e pulizia periodica delle cisterne.
Per un trasportatore di liquidi, la gestione rifiuti con RENTRI semplifica la raccolta dei dati di ogni viaggio e la conservazione dei documenti, anche quando i carichi sono piccoli e frequenti.