EER 19.04.03* fase solida non vetrificata e RENTRI

19.04.03* · 2026-09-29 · 02:52:49

Codice EER 19.04.03* fase solida non vetrificata

Fase solida non vetrificata, il residuo che non si fonde nel forno di vetrificazione

Cosa rientra nel codice EER 19.04.03*, perché la fase solida non vetrificata è un rifiuto pericoloso e quali attività la producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

fase solida non vetrificata

Inquadramento

Il codice EER 19.04.03* identifica la fase solida non vetrificata. Nei forni di vetrificazione, alcuni componenti dei rifiuti non si fondono né si dissolvono nel vetro: restano come fase solida a parte, che può contenere metalli, refrattari, minerali e composti non vetrificabili, potenzialmente pericolosi.

In pratica vi rientrano i residui metallici o ceramici che si separano durante la fusione, i grumi non fusi e le inclusioni che si raccolgono sul fondo o in superficie. A seconda della composizione, possono contenere metalli pesanti, e per questo sono classificati come rifiuti pericolosi. La loro composizione dipende dalla miscela di rifiuti alimentata al forno e varia da una campagna di fusione all’altra.

Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 19.04. Si distingue dai rifiuti vetrificati della voce 19.04.01 e dalle ceneri leggere della voce 19.04.02*. Spesso questa fase ha un valore metallurgico e può essere recuperata.

L’asterisco segnala la pericolosità: la fase solida va caratterizzata, stoccata in contenitori idonei e consegnata a impianti di recupero o di smaltimento autorizzati. Quando contiene metalli in forma massiva, la fase può avere un valore di mercato, ma il suo carattere di rifiuto pericoloso impone comunque trasporto e destinazione autorizzati. In un impianto di vetrificazione, un gestionale RENTRI che leghi la fase solida non vetrificata alla campagna di fusione consente di spiegare le differenze di quantità da una campagna all’altra.

Impianto di vetrificazione di rifiuti

I forni di vetrificazione producono, accanto al vetro, una fase metallica o ceramica che si estrae a parte. La quantità di fase solida dipende dalla quota di materiali non fondibili presenti nei rifiuti caricati.

La fase solida si estrae, si raffredda, si analizza e si invia a recupero dei metalli o a smaltimento. Dopo l’estrazione la fase solida si lascia raffreddare in aree dedicate, per evitare il contatto con acqua e con altri rifiuti, e solo dopo si campiona.

Un gestionale RENTRI che associ ogni estrazione alla campagna di fusione aiuta il gestore a spiegare le differenze di quantità e di composizione da un periodo all’altro.

Fonderia e impianto di recupero dei metalli

La fase metallica può essere ritrattata in fonderie specializzate, che recuperano ferro, rame e altri metalli. In fonderia la fase si ricarica nei forni di fusione con altri rottami o con fondenti, per estrarre rame, ferro e leghe, mentre le scorie residue seguono un percorso proprio.

Prima dell’accettazione il fonditore chiede la caratterizzazione completa, perché la presenza di metalli volatili, come il piombo o lo zinco, influisce sui fumi e sul rispetto dei limiti alle emissioni.

Un software per RENTRI che registri la provenienza e il peso di ciascun lotto aiuta il recuperatore a dimostrare quanto materiale ha davvero trattato e con quale esito.

Discarica per rifiuti pericolosi

Le discariche autorizzate ricevono la parte non recuperabile in celle dedicate. La parte che non si può recuperare, per esempio i refrattari contaminati, richiede una caratterizzazione di base e controlli di conformità prima del conferimento.

Le celle per rifiuti pericolosi hanno barriere artificiali e sistemi di raccolta del percolato, e la messa a dimora avviene secondo un piano di conferimento stabilito dal gestore.

Con la gestione rifiuti con RENTRI, chi produce la fase solida registra ogni conferimento in discarica e conserva il collegamento con la relativa analisi.

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