EER 17.03.01*: miscele bituminose con catrame e RENTRI

17.03.01* · 2026-09-29 · 01:11:20

Codice EER 17.03.01* miscele bituminose contenenti catrame di carbone

Miscele bituminose con catrame di carbone da vecchie strade, e gestione con RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 17.03.01*, perché le miscele bituminose con catrame di carbone sono rifiuti pericolosi e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

miscele bituminose contenenti catrame di carbone

Inquadramento

Il codice EER 17.03.01* identifica le miscele bituminose contenenti catrame di carbone. Il catrame di carbone, sottoprodotto della distillazione del carbone, è stato usato in passato nelle pavimentazioni stradali, e contiene idrocarburi policiclici aromatici cancerogeni. Le strade vecchie possono contenerne.

In pratica vi rientrano il fresato di asfalto proveniente da pavimentazioni storiche, i frammenti di manto stradale demolito, i residui di vecchie impermeabilizzazioni e le miscele di piazzali industriali con strati a base di catrame. La presenza si accerta con analisi sul materiale. Il catrame di carbone è stato usato per le pavimentazioni fino agli anni Settanta, e il fresato delle strade più vecchie può ancora contenerne.

Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 17.03, dedicato a bitumi e catrame. Ha come voce gemella non pericolosa la 17.03.02, per l’asfalto comune. Il catrame puro o i prodotti con catrame hanno la voce 17.03.03*.

L’asterisco segnala la pericolosità: l’asfalto vecchio va analizzato prima di essere recuperato, e se contiene catrame si consegna a impianti autorizzati. Per un’impresa stradale o un ente gestore, un gestionale RENTRI che registri a parte il fresato con catrame, con analisi e destinatario, aiuta a separarlo dall’asfalto riciclabile.

Impresa stradale e di manutenzione

Chi rifà manti stradali fresa grandi quantità di asfalto. Sulle strade più vecchie, l’analisi può rilevare catrame, che cambia la classificazione.

Il fresato si campiona prima della rimozione; se positivo, si tiene separato e si invia a impianti autorizzati, senza reimpiego nei nuovi asfalti. Il laboratorio indica il contenuto di IPA nel campione.

Con un software per RENTRI l’impresa registra il fresato pericoloso per cantiere e per impianto, e conserva le analisi sul contenuto di IPA.

Ente gestore di strade e di piazzali industriali

Comuni, province e gestori di aree industriali programmano la manutenzione di pavimentazioni storiche, dove il catrame è più probabile.

Le indagini preliminari sul materiale permettono di prevedere i costi e di pianificare i trasporti. I gestori di piazzali industriali conservano i risultati delle indagini, per decidere i tempi del rifacimento.

La gestione rifiuti con RENTRI consente all’ente gestore di collegare i volumi di asfalto pericoloso alle strade da rifare e ai costi di smaltimento.

Impianto di trattamento di conglomerati bituminosi

Gli impianti che trattano asfalto di recupero verificano l’assenza di catrame, per evitare di contaminare i nuovi conglomerati. L’analisi del benzo(a)pirene è il test più usato per riconoscere il catrame nell’asfalto vecchio.

Ogni carico si controlla all’ingresso con analisi o certificati; il materiale positivo si rifiuta o si invia ad altro impianto.

Un software per RENTRI aiuta l’impianto di asfalto a registrare i carichi respinti o accettati, con i certificati di assenza di catrame.

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