Cosa rientra nel codice EER 16.10.04, quando i concentrati acquosi destinati al trattamento fuori sito non sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
concentrati acquosi, diversi da quelli di cui alla voce 16 10 03
Il codice EER 16.10.04 identifica i concentrati acquosi diversi da quelli della voce 16.10.03*, destinati ad essere trattati fuori sito. Sono soluzioni concentrate da processi di separazione, come evaporazione e osmosi, nelle quali le analisi non rilevano sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti.
In pratica vi rientrano i concentrati salini di impianti di dissalazione e di addolcimento, i retentati di filtrazioni alimentari, le salamoie non contaminate e i concentrati di processi di depurazione di acque non pericolose. Il volume è ridotto rispetto al liquido iniziale, ma il carico salino è alto. Il concentrato mantiene un volume ridotto rispetto al liquido di partenza, e per questo il trasporto è più economico.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.10 ed è la gemella non pericolosa della 16.10.03*. Si usa quando il rifiuto non ha una voce specifica nel capitolo di provenienza. La scelta tra le due voci dipende dalle analisi.
Per chi produce concentrati salini, un software per RENTRI che affianchi ogni ritiro alle analisi sul contenuto di sali e di sostanza organica aiuta a scegliere l’impianto adatto.
Le aziende che concentrano soluzioni saline o zuccherine ottengono un residuo non pericoloso, ma non scaricabile tal quale in fognatura. Il concentrato viene spesso raccolto in cisterne o cubi, in attesa dell’autobotte.
Il concentrato si raccoglie in serbatoi e si fa ritirare da autobotti autorizzate, per l’invio a depuratori o a impianti di trattamento. Il carico salino impone cautela nella scelta dell’impianto.
Con un gestionale RENTRI l’azienda registra ogni ritiro di concentrato con volume e destinazione, e può confrontare i costi nel tempo.
Gli impianti che rigenerano resine e producono salamoie scaricano soluzioni ad alta salinità, da smaltire quando non c’è un recapito idoneo. Le salamoie arrivano da addolcitori e da impianti di osmosi, e hanno concentrazioni diverse.
Le salamoie si raccolgono in cisterne e si inviano a impianti autorizzati; la riduzione dei volumi alla fonte limita il costo. Una gestione attenta riduce i consumi di sale e di acqua alla fonte.
La gestione rifiuti con RENTRI offre al gestore un archivio dei ritiri, utile per valutare le alternative di recapito.
I depuratori che ricevono concentrati ne controllano il carico salino, per non compromettere i processi biologici. Il depuratore valuta il contenuto di cloruri e solfati, che influenzano le acque scaricate. L’impianto applica una tariffa che dipende dal carico salino.
Ogni carico si accetta dopo verifica analitica e documentale e si dosa con gradualità. Il dosaggio graduale evita picchi di salinità, che potrebbero disturbare i batteri.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a registrare ogni carico con il produttore e l’analisi.