16.10.02 · 2026-09-29 · 00:47:46
Il codice EER 16.10.02 raccoglie i rifiuti liquidi acquosi non pericolosi destinati a trattamento fuori sito. Cosa comprende, quali attività lo producono e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.
rifiuti liquidi acquosi, diversi da quelle di cui alla voce 16 10 01
Il codice EER 16.10.02 identifica rifiuti liquidi a base acquosa che vengono raccolti in azienda e inviati a trattamento in un impianto esterno. È la voce non pericolosa della coppia specchio con il 16 10 01*, riservato agli stessi liquidi quando contengono sostanze pericolose. La scelta tra le due voci dipende dalla composizione del refluo, non dalla sua origine, e va sostenuta da una caratterizzazione del liquido.
La collocazione nel capitolo 16, dedicato ai rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco, dice già molto: si tratta di una voce residuale. Prima di usarla conviene verificare che non esista un codice più specifico nei capitoli legati al processo produttivo. Il 16.10.02 copre quello che resta: acque di lavaggio di piazzali e attrezzature, acque di processo diluite, soluzioni acquose esauste, condense, acque di collaudo, acque di scrubber, a condizione che non finiscano in fognatura e non risultino pericolose.
Il sottogruppo 16 10 precisa il destino, cioè il trattamento fuori sito. Il liquido viene stoccato in cisterne o serbatoi, ritirato con autobotte e conferito a un impianto di depurazione autorizzato. Sul piano operativo pesano i volumi, spesso misurati in metri cubi, e la coerenza tra quantità stoccate, ritirate e registrate. Per chi lavora con il RENTRI, un software per RENTRI aiuta a tenere allineati stoccaggio, movimentazioni e registro cronologico senza rincorrere i dati a fine mese.
Un autolavaggio, o un'azienda di trasporti con piazzale attrezzato per il lavaggio dei propri mezzi, produce quantità continue di acque sporche. Sono acque con detergenti, terra, residui di gomma e tracce di idrocarburi trattenute in gran parte dal disoleatore.
Quando l'impianto non è allacciato alla pubblica fognatura, oppure il refluo non rispetta i limiti allo scarico, l'acqua viene raccolta in una vasca a tenuta e ritirata da un trasportatore autorizzato. Se le analisi escludono la presenza di sostanze pericolose in concentrazione rilevante, il codice corretto è il 16.10.02. I ritiri sono frequenti e voluminosi, quindi la gestione rifiuti con RENTRI richiede ordine nella registrazione dei carichi.
Molti stabilimenti che lavorano polveri, vernici a base acqua o materiali inerti installano scrubber a umido per trattare le emissioni in atmosfera. L'aria attraversa un velo d'acqua che cattura particolato e composti solubili. Con il tempo l'acqua di ricircolo si carica di solidi e va sostituita.
L'acqua esausta dello scrubber è un rifiuto liquido acquoso. Se la lavorazione non introduce metalli pesanti, solventi o altre sostanze pericolose, il rifiuto rientra nel 16.10.02 e viene spurgato periodicamente da un'autobotte. Le quantità dipendono dal volume del circuito e dalla frequenza dei ricambi. Un gestionale RENTRI permette di associare ogni spurgo al formulario corrispondente e di controllare le giacenze.
Le imprese che eseguono lavaggi con idropulitrici ad alta pressione, bonifiche di vasche e pulizia interna di cisterne e serbatoi generano acque di risulta che non possono essere scaricate sul posto. Il liquido viene aspirato con mezzi combinati e trasportato a un impianto di trattamento.
Quando il serbatoio conteneva prodotti alimentari, acque industriali o materiali non pericolosi, e la caratterizzazione lo conferma, le acque di lavaggio prendono il codice 16.10.02. Se invece il contenuto era un prodotto pericoloso, la voce diventa il 16 10 01*. Per queste imprese il punto critico è la documentazione: un software per RENTRI che colleghi cliente, cantiere, formulario e impianto di destino riduce gli errori nella compilazione.