Cosa rientra nel codice EER 13.04.02*, perché gli oli di sentina provenienti dalle fognature dei moli sono un rifiuto pericoloso e quali attività li producono, dalle autorità portuali agli impianti di raccolta reflui dei porti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli di sentina derivanti dalle fognature dei moli
Il codice EER 13.04.02* identifica gli oli di sentina che non vengono prelevati direttamente dalle imbarcazioni, ma che si raccolgono nelle fognature e nei sistemi di drenaggio dei moli e delle banchine. Sono miscele di acqua e idrocarburi convogliate dalla rete che serve le aree portuali.
In pratica vi rientrano gli oli e le acque oleose che finiscono nelle canalizzazioni dei moli dilavando le banchine, quelli scaricati o sversati nelle aree di ormeggio e i residui raccolti dai pozzetti e dai separatori che servono il porto. È un rifiuto liquido eterogeneo, simile agli altri oli di sentina ma distinto per l’origine.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 13, dedicato agli oli esauriti e ai residui di combustibili liquidi, e nel sottocapitolo 13.04 degli oli di sentina. Va tenuta distinta dagli oli di sentina prelevati dalla navigazione interna (13.04.01*) e da quelli di un altro tipo di navigazione (13.04.03*): qui l’origine specifica è la rete fognaria dei moli.
L’asterisco segnala la pericolosità: la presenza di idrocarburi impone di raccogliere questi reflui oleosi con separatori e sistemi dedicati, di stoccarli in contenitori a tenuta e di conferirli a impianti autorizzati, impedendone lo scarico diretto in mare o nelle acque interne. Per l’autorità di sistema portuale, un impianto di raccolta dei reflui o una società di manutenzione dei moli, un gestionale RENTRI che registri i reflui oleosi estratti, con volume e destinatario, aiuta a separarli dagli oli prelevati dalle navi.
Chi gestisce un porto e le sue banchine deve raccogliere le acque oleose che la rete fognaria dei moli convoglia dai piazzali e dalle aree di ormeggio. Pioggia, dilavamento e piccoli sversamenti portano idrocarburi nei pozzetti e nei separatori dell’area portuale.
Il materiale separato va periodicamente estratto e gestito come rifiuto pericoloso; i volumi dipendono dall’attività del porto e dagli eventi meteorici, con picchi dopo le piogge intense. Lo stoccaggio in serbatoi a tenuta precede il conferimento.
Con un software per RENTRI il gestore delle banchine registra i reflui oleosi separati dalle fognature dei moli, con volume e data, e annota l’area del porto da cui provengono.
Un impianto che raccoglie e tratta i reflui oleosi di un porto convoglia e separa le acque di sentina provenienti dalle fognature dei moli, concentrandole prima dell’avvio a destino. È un nodo in cui confluiscono i flussi oleosi dell’area portuale.
La gestione richiede di tenere distinto questo flusso dagli oli prelevati direttamente dalle navi e dagli altri rifiuti liquidi, perché la classificazione e la destinazione possono differire. Il controllo dei separatori e lo stoccaggio idoneo sono parte del servizio.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impianto portuale di raccolta di tenere distinti nei registri gli oli delle fognature da quelli prelevati dalle navi, con i documenti di ogni flusso.
Un’impresa che manutiene moli, banchine e darsene si occupa della pulizia dei pozzetti, dei canali di drenaggio e dei separatori di idrocarburi, da cui estrae le acque oleose accumulate. Questi residui rientrano negli oli di sentina da fognature dei moli.
Gli interventi sono programmati o legati a necessità specifiche, quindi il rifiuto si produce a cicli; durante le bonifiche dei separatori i volumi possono essere consistenti. Il materiale va raccolto in contenitori idonei e separato dagli altri rifiuti del cantiere.
Un gestionale RENTRI aiuta la società di manutenzione di moli e darsene a registrare le pulizie dei pozzetti e dei canali di drenaggio, con il luogo, il volume e l’impianto di destinazione.