EER 17.08.02 cartongesso: gestione rifiuti con RENTRI

17.08.02 · 2026-09-29 · 01:42:54

Codice EER 17.08.02

cartongesso e materiali a base di gesso, come classificarli e gestirli con RENTRI

Il codice EER 17.08.02 copre lastre di cartongesso, intonaci e rasature a base di gesso senza contaminanti pericolosi. Cosa rientra nella voce, chi lo produce e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

materiali da costruzione a base di gesso, diversi da quelli di cui alla voce 17 08 01

Inquadramento

Il codice EER 17.08.02 raccoglie i materiali da costruzione a base di gesso che non contengono sostanze pericolose. In pratica si tratta di lastre e pannelli di cartongesso, blocchi di gesso, intonaci e rasature rimossi in demolizione oppure prodotti come sfrido durante la posa. La voce speculare 17.08.01* copre gli stessi materiali quando sono contaminati da sostanze pericolose, per esempio amianto, vernici al piombo o residui chimici. Il 17.08.02 è la voce residuale, quella che si attribuisce quando la contaminazione è stata esclusa.

Il codice sta nel capitolo 17 perché nasce dalle operazioni di costruzione e demolizione. Il sottogruppo 17 08 è dedicato in modo specifico al gesso, separato dagli inerti del 17 01 (cemento, mattoni, mattonelle, ceramiche) e dai rifiuti misti del 17 09. La separazione non è un formalismo: il gesso mescolato agli inerti compromette il recupero di entrambi, perché il solfato di calcio disturba i processi di riciclo degli aggregati e la frazione inerte inquina il gesso rigenerato.

La classificazione come non pericoloso non elimina il lavoro di verifica. Chi produce il rifiuto deve escludere la presenza di contaminanti prima di attribuire il codice, con attenzione particolare agli edifici datati. Il rifiuto 17.08.02 può essere avviato a recupero presso impianti che rigenerano gesso, a condizione che arrivi separato e asciutto. Registrare i movimenti con un gestionale RENTRI aiuta a documentare quantità, deposito e destinazione senza ricostruzioni a posteriori.

Impresa edile di ristrutturazione interni

Chi ristruttura appartamenti e uffici incontra il gesso in due momenti. Il primo è la demolizione: pareti divisorie in cartongesso, controsoffitti, contropareti e vecchi intonaci a base di gesso vengono rimossi e finiscono in cassone. Il secondo è la ricostruzione, con i ritagli delle lastre nuove e i residui di rasatura che rimangono nei secchi e sui teli.

Il problema tipico è il cassone unico, dove il cartongesso finisce insieme a mattoni e piastrelle. Il risultato è un 17.09.04 misto che costa di più e non si recupera bene. Tenere un cassone dedicato al 17.08.02 e registrarne i movimenti nel software per RENTRI semplifica sia il conferimento sia la documentazione di cantiere.

Impresa specializzata in opere a secco

Le imprese che posano solo cartongesso producono il 17.08.02 quasi in purezza. Lo sfrido di posa è fisiologico: ogni lastra tagliata a misura per una parete, un controsoffitto o una veletta lascia strisce e pezzi che non si riutilizzano. Su cantieri grandi il volume diventa rilevante, con decine di metri cubi di ritagli e lastre rotte in movimentazione.

A questo si aggiungono gli sfridi di stucco e le lastre danneggiate in magazzino. Il rifiuto è pulito, asciutto e omogeneo, quindi adatto al recupero presso impianti di rigenerazione del gesso. Un gestionale RENTRI permette di seguire i carichi dai singoli cantieri al deposito e alla destinazione finale, senza fogli volanti.

Impresa di demolizione e decostruzione

Nelle demolizioni controllate il cartongesso e gli intonaci in gesso vengono rimossi prima della struttura, proprio per evitare che contaminino gli inerti. La fase di strip out produce quantità importanti di 17.08.02: pareti, controsoffitti, rivestimenti e blocchi di gesso vengono separati e caricati a parte.

Qui il lavoro di classificazione pesa più che altrove. Su edifici vecchi occorre verificare la presenza di amianto negli intonaci o di finiture pericolose prima di scegliere tra 17.08.01* e 17.08.02. La gestione rifiuti con RENTRI aiuta a tenere separati i due flussi e a documentare per ciascun carico codice, quantità e impianto di destinazione.

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