17.08.01* · 2026-09-29 · 01:41:36
Il codice EER 17.08.01* copre lastre, pannelli e intonaci a base di gesso che in cantiere sono entrati in contatto con vernici, solventi, oli o amianto. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo distinto dal gesso pulito nel gestionale RENTRI.
materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose
Il codice EER 17.08.01* identifica i materiali a base di gesso che escono da un cantiere dopo essere entrati in contatto con sostanze pericolose. Si parla di lastre di cartongesso, pannelli, intonaci, blocchi e polveri di gesso su cui sono rimasti residui di vernici con solventi, oli, idrocarburi, oppure fibre di amianto provenienti da rivestimenti, colle e coibentazioni.
Il codice sta nel capitolo 17 perché nasce da attività di costruzione e demolizione, e nel sottogruppo 17.08 dedicato ai materiali a base di gesso. La voce gemella, 17.08.02, copre lo stesso materiale quando non è contaminato. La differenza tra le due non è nel gesso, ma in ciò che vi è finito sopra o dentro.
L'asterisco segnala la pericolosità. Questo cambia il modo in cui il rifiuto va tenuto separato dagli inerti puliti, il tipo di impianto che può riceverlo e la cura con cui vanno compilati i documenti di tracciabilità. Un pannello di cartongesso spruzzato con pittura al solvente, mescolato a lastre pulite, contamina tutto il mucchio e trasforma un carico destinato al recupero in un carico da smaltimento pericoloso.
Per chi lavora con la gestione rifiuti con RENTRI il punto pratico è semplice: il codice va scelto prima di caricare il cassone, con una verifica di cosa c'era sul gesso, e non dopo, a partire dal formulario già compilato.
Chi ristruttura appartamenti, negozi e uffici smonta controsoffitti, contropareti e tramezzi in cartongesso. Buona parte di quel materiale rientra nel 17.08.02, ma non tutto. Le lastre di un locale tecnico impregnate di olio, i pannelli su cui sono state stese pitture al solvente o antiruggine, il gesso di un bagno risanato con prodotti chimici aggressivi finiscono nel 17.08.01*.
La difficoltà per l'impresa è la separazione in cantiere: servono cassoni dedicati e una scheda per ogni carico. Un software per RENTRI aiuta a tenere distinti i due codici fin dal deposito temporaneo, così il formulario esce coerente con quanto è stato realmente caricato.
Le imprese che rimuovono amianto trovano spesso il gesso come materiale di contorno. Nei fabbricati degli anni Sessanta e Settanta lastre e intonaci a base di gesso sono a contatto con coibentazioni, colle e stucchi contenenti fibre. Al momento della rimozione il gesso si stacca insieme al materiale bonificato e non può essere trattato come inerte.
Il rifiuto gessoso contaminato da amianto va classificato con il 17.08.01* e gestito con le stesse cautele del resto del cantiere di bonifica: confezionamento chiuso, etichettatura, destinazione a impianto autorizzato. Nel gestionale RENTRI la ditta registra ogni carico e conserva il legame tra codice, quantità e destinatario.
Nella demolizione di capannoni, officine e depositi il gesso compare in pareti divisorie, protezioni al fuoco di pilastri e travi, controsoffitti degli uffici interni. Dopo anni di attività il materiale ha assorbito quello che circolava nell'aria e sulle superfici: oli, idrocarburi, residui di verniciatura, solventi usati per il lavaggio dei pezzi.
Il demolitore lo verifica prima di abbattere, con campionamenti mirati sui punti a rischio. Le porzioni contaminate vengono staccate e avviate a smaltimento con il 17.08.01*, separate dal resto degli inerti. Chi usa un gestionale RENTRI collega analisi, codice e movimenti in un'unica scheda, utile quando l'impianto chiede evidenza della classificazione.