Cosa rientra nel codice EER 15.02.02*, perché gli assorbenti, i materiali filtranti, gli stracci e gli indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell’olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose
Il codice EER 15.02.02* identifica gli assorbenti, i materiali filtranti (inclusi i filtri dell’olio non specificati altrimenti), gli stracci e gli indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose. È il codice dei materiali di uso quotidiano che si sporcano di oli, solventi, vernici, grassi e prodotti chimici durante le lavorazioni e le pulizie.
In pratica vi rientrano gli stracci e i panni sporchi di olio, di grasso o di solvente, i filtri dell’olio dei motori, i filtri dell’aria e del carburante contaminati, i granuli e i panni assorbenti usati per gli sversamenti, i filtri delle cabine di verniciatura, i guanti, le tute e i dispositivi di protezione contaminati. La pericolosità deriva dalle sostanze assorbite. Un panno sporco di solvente può autoriscaldarsi e prendere fuoco se lasciato in un mucchio, ed è per questo che si usano contenitori metallici con coperchio.
Nell’elenco europeo la voce sta nel capitolo 15, sottocapitolo 15.02. Ha come voce gemella non pericolosa la 15.02.03, per gli stessi materiali puliti o contaminati solo da sostanze non pericolose. I filtri dell’olio sono tra i rifiuti più frequenti di officine e autofficine.
L’asterisco segnala la pericolosità: i materiali contaminati vanno raccolti in contenitori chiusi, meglio se metallici, lontano da fonti di calore, e conferiti a ditte autorizzate. Per un’officina, un verniciatore o un’impresa edile, un gestionale RENTRI che registri i ritiri di stracci e filtri contaminati, con peso e destinatario, aiuta a tenere in ordine un flusso quotidiano e frammentato.
Ogni cambio d’olio produce un filtro usato, e ogni intervento uno o più stracci sporchi. Per un’officina sono rifiuti quotidiani, di cui si accumulano decine di chili al mese.
I filtri si lasciano sgocciolare e si raccolgono in un fusto dedicato; gli stracci si tengono in un contenitore metallico chiuso, e tutto si consegna periodicamente a ditte autorizzate.
Con un software per RENTRI l’officina registra i fusti di filtri e di stracci ritirati con data e peso, e archivia i documenti collegati a ogni prelievo.
Le attività che usano vernici, inchiostri e solventi si servono di panni, carte e filtri che si sporcano. Se impregnati di sostanze infiammabili, richiedono particolare cautela.
I panni sporchi di solvente si mettono in contenitori metallici chiusi, per evitare la combustione spontanea, e si consegnano a ditte autorizzate.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al verniciatore di collegare i ritiri dei panni sporchi di solvente alle campagne di produzione, e di tenerli distinti dai filtri della cabina.
Dopo uno sversamento di oli o di carburanti si usano assorbenti in granuli e panni, che diventano rifiuti pericolosi insieme alla sostanza assorbita. Nei cantieri si aggiungono tute e guanti contaminati.
Gli assorbenti usati si raccolgono in sacchi o in fusti chiusi e si consegnano a ditte autorizzate, con l’indicazione del luogo di produzione.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impresa di pronto intervento ambientale a registrare gli assorbenti usati dopo ogni sversamento, con il luogo di intervento e la quantità conferita.