EER 13.08.01*: fanghi da dissalazione e gestione RENTRI

13.08.01* · 2026-09-28 · 23:01:07

Codice EER 13.08.01*

fanghi e emulsioni da dissalazione, dalla produzione alla gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 13.08.01* identifica fanghi e emulsioni da processi di dissalazione, rifiuto pericoloso del capitolo 13. Come si forma, quali attività lo producono e come tracciarlo con un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

fanghi e emulsioni da processi di dissalazione

Inquadramento

Il codice 13.08.01* copre i fanghi e le emulsioni che si formano quando un olio minerale o un greggio viene lavato con acqua per rimuovere i sali disciolti. La dissalazione serve a proteggere impianti e catalizzatori da corrosione e incrostazioni: l'acqua di lavaggio si carica di cloruri, particelle solide e olio finemente disperso, e quello che resta sul fondo dei separatori o nelle fasi intermedie non riesce più a separarsi in modo pulito. Il risultato è una massa semiliquida, spesso stabile nel tempo, con contenuto oleoso variabile.

Il rifiuto sta nel capitolo 13 perché la matrice dominante è l'olio. Il sottogruppo 13.08, rifiuti di oli non specificati altrimenti, raccoglie ciò che non trova posto nelle voci dedicate a oli idraulici, oli motore, oli isolanti o residui di sentina. La dissalazione svolta in raffineria può ricadere nel capitolo 05, quindi l'attribuzione va fatta guardando al processo reale e non al nome del rifiuto.

L'asterisco indica un pericoloso assoluto: la classificazione è definita a monte e non dipende da un'analisi. Sul piano operativo questo significa deposito separato, contenitori adatti a un materiale oleoso e salino, e una tracciabilità puntuale delle quantità prodotte e avviate a smaltimento o recupero, che per i soggetti iscritti passa oggi dal RENTRI.

Impianto di rigenerazione oli usati

Gli impianti che rigenerano oli lubrificanti esausti ricevono partite molto eterogenee, con acqua, additivi degradati e sali. Prima della distillazione l'olio viene spesso pretrattato con lavaggi acquosi o chimici che tolgono i composti salini e i metalli in sospensione.

Da questi lavaggi escono emulsioni acqua e olio difficili da rompere e fanghi di fondo che concentrano solidi e contaminanti. Non sono l'olio esausto in ingresso, già codificato a monte, e non sono il prodotto finito: sono un residuo del processo, e per questo l'impianto li gestisce come 13.08.01*. Le quantità cambiano con la qualità del carico ricevuto, quindi la registrazione puntuale nel gestionale RENTRI aiuta a tenere sotto controllo i flussi e a riconciliare i pesi in uscita.

Deposito costiero e terminale petrolifero

I depositi costieri e i terminali che movimentano greggio e oli pesanti effettuano a volte un condizionamento del prodotto prima della spedizione via oleodotto o cisterna. Quando il greggio arriva con acqua di formazione salmastra, il lavaggio e la successiva separazione elettrostatica o gravimetrica lasciano un fondo salino e oleoso.

Il materiale si accumula nei serbatoi di decantazione e nei separatori e viene rimosso a intervalli durante le pulizie programmate. Non trattandosi di una raffineria in senso stretto, il gestore lo classifica nel capitolo 13 come 13.08.01*. Le pulizie concentrano volumi rilevanti in pochi giorni, ed è proprio in questi picchi che un software per RENTRI riduce gli errori di registrazione e le incongruenze tra registro e formulari.

Centro di trattamento rifiuti liquidi oleosi

Gli impianti autorizzati al trattamento di acque oleose ed emulsioni ricevono partite da officine, industrie metalmeccaniche e attività portuali. Alcune linee prevedono un lavaggio con acqua dolce degli oli recuperati per abbassare la salinità prima di avviarli a recupero energetico o a rigenerazione esterna.

Questa fase di dissalazione produce un'emulsione secondaria e un fango residuo che l'impianto non può assimilare al rifiuto in ingresso, perché nasce da una propria lavorazione. Va quindi codificato come 13.08.01* e avviato a un destino successivo. Per un centro che tratta decine di codici diversi, la gestione rifiuti con RENTRI richiede di distinguere con chiarezza cosa entra e cosa esce, e questo residuo è uno dei casi in cui la distinzione conta.

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