12.03.01* · 2026-09-28 · 22:15:58
Il codice EER 12.03.01* identifica le soluzioni acquose di lavaggio esauste dei processi di sgrassatura ad acqua e a vapore su metalli e plastica. Cosa contiene, chi lo produce e come si registra in un gestionale RENTRI.
soluzioni acquose di lavaggio
Il codice EER 12.03.01* identifica le soluzioni acquose di lavaggio, cioè i bagni esausti a base d'acqua usati per pulire e sgrassare pezzi metallici o plastici dopo le lavorazioni meccaniche. Sono acque che hanno raccolto oli da taglio, emulsioni, grassi, particolato fine, tensioattivi e additivi alcalini o acidi dei detergenti industriali.
Il capitolo 12 riguarda i rifiuti della sagomatura e del trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica. Il sottogruppo 12 03 è dedicato ai processi di sgrassatura ad acqua e a vapore, con l'esclusione esplicita del capitolo 11, che copre i trattamenti chimici superficiali come zincatura, fosfatazione e decapaggio. La distinzione conta nella pratica: se il lavaggio serve a togliere olio e sporco meccanico prima o dopo una lavorazione, si resta nel 12 03; se fa parte di un ciclo galvanico o di rivestimento chimico, si guarda al capitolo 11.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in assoluto, senza voce specchio. Non serve una caratterizzazione per decidere tra codice con o senza asterisco: il produttore lo classifica come pericoloso e attribuisce le caratteristiche HP in base alle analisi, in funzione del contenuto di idrocarburi, tensioattivi e metalli.
Sul piano operativo il rifiuto va tenuto in cisternette o fusti chiusi, separato dalle emulsioni oleose del 12 01 e dai bagni galvanici. Chi lo produce verifica i propri obblighi di tracciabilità: con la gestione rifiuti con RENTRI la compilazione digitale dei movimenti richiede coerenza tra codice, stato fisico e caratteristiche di pericolo, e un software per RENTRI aiuta a evitare incongruenze tra registro e formulari.
Un'officina che tornisce, fresa e rettifica componenti in acciaio o alluminio lavora con oli da taglio ed emulsioni lubrorefrigeranti. I pezzi escono dalle macchine unti e con residui di trucioli fini; prima del controllo dimensionale, della marcatura o della spedizione passano in una lavametalli ad acqua calda con detergente alcalino.
Il bagno si carica progressivamente di olio in emulsione, particolato metallico e tensioattivi esausti. Quando il potere sgrassante cala, l'operatore svuota la vasca e il liquido diventa rifiuto con codice 12.03.01*. Va stoccato in cisternette chiuse, distinto dalle emulsioni esauste 12.01.09* che escono dalle macchine utensili, e registrato sul gestionale RENTRI con quantità, stato fisico liquido e caratteristiche di pericolo.
Una carpenteria che taglia, piega e salda lamiera e poi vernicia a polvere deve portare in cabina superfici pulite. Il pretrattamento più semplice è un tunnel o una vasca di sgrassaggio ad acqua con detergente, seguito da risciacquo. Olio di trafilatura, grasso delle presse piegatrici e fumi di saldatura finiscono nel bagno.
Finché il ciclo resta un lavaggio fisico, il refluo esausto si classifica 12.03.01*. Se invece nel tunnel c'è anche una fase di fosfatazione o conversione chimica, quei bagni vanno nel capitolo 11 e il produttore deve tenerli separati. Nella pratica lo svuotamento periodico delle vasche genera partite di alcune tonnellate, movimentate con FIR e annotate nel registro; un software per RENTRI aiuta a tenere allineati codice, quantità e destinatario.
Chi stampa a iniezione componenti tecnici in plastica usa distaccanti siliconici e oli sugli stampi, e i pezzi raccolgono polveri di sbavatura nelle fasi di finitura. Prima di verniciatura, incollaggio, serigrafia o metallizzazione, i manufatti passano in impianti di lavaggio ad acqua o a vapore con tensioattivi, spesso a spruzzo in cabine chiuse.
L'acqua di processo accumula distaccanti, siliconi, residui di plastica finissima e detergente. Al ricambio del bagno, o allo spurgo del serbatoio di ricircolo, il liquido è un rifiuto pericoloso con codice 12.03.01*, coerente con il capitolo 12 che copre anche la plastica. Il produttore lo caratterizza per assegnare le HP, lo stocca in fusti o cisternette e gestisce i movimenti con il gestionale RENTRI, verificando che il codice riportato in registro coincida con quello del formulario.