11.05.03* · 2026-09-28 · 21:45:14
Il codice EER 11.05.03* identifica le polveri e i residui secchi trattenuti dai sistemi di abbattimento fumi delle zincherie a caldo. Cosa contiene, perché è pericoloso e come si inserisce nella gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi
Il codice EER 11.05.03* identifica i rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi negli impianti di galvanizzazione a caldo. Si tratta delle polveri e dei residui secchi che si accumulano nei sistemi di captazione e abbattimento delle emissioni: filtri a maniche, cicloni, sezioni a secco poste a valle delle vasche di zincatura e delle cappe che coprono il bagno.
Il capitolo 11 raccoglie i rifiuti del trattamento chimico superficiale e del rivestimento di metalli, oltre a quelli dell'idrometallurgia non ferrosa. Il sottogruppo 11.05 riguarda in modo specifico la galvanizzazione a caldo, cioè l'immersione dell'acciaio in zinco fuso a circa 450 gradi. Nel momento dell'immersione il flussante a base di cloruro di zinco e cloruro di ammonio si decompone e libera fumi bianchi carichi di cloruri, ossido di zinco e ammoniaca. Questi fumi vengono aspirati e filtrati, e la frazione solida trattenuta è il rifiuto descritto dalla voce.
L'asterisco indica una voce pericolosa assoluta, senza specchio non pericoloso: il rifiuto è classificato tale per origine, senza dover verificare soglie di concentrazione. La pericolosità dipende dai composti di zinco, dai cloruri e dalle possibili tracce di piombo o altri metalli presenti nel bagno. Per il produttore questo significa deposito separato in contenitori chiusi, etichettatura, annotazione dei movimenti e affidamento a impianti autorizzati. Chi tiene il registro cronologico con un software per RENTRI può collegare il codice alle singole campagne di produzione e ricostruire la tracciabilità con ordine.
La zincheria generale riceve carpenteria, ringhiere, tralicci e pali da clienti esterni e li immerge in una vasca di zinco fuso dopo decapaggio e flussaggio. Ogni immersione produce una nuvola di fumi densi, aspirata da cappe mobili o da una cabina chiusa attorno al bagno.
L'aria aspirata passa in un filtro a maniche. Le polveri che si staccano dalle maniche durante la pulizia a impulsi cadono in una tramoggia e vengono scaricate in big bag o fusti. Quella polvere, composta in gran parte da cloruro di zinco, ossido di zinco e cloruro di ammonio, è il rifiuto EER 11.05.03*.
In un impianto a due turni le quantità arrivano a diverse tonnellate l'anno, il che rende utile un gestionale RENTRI che registri lotti e pesate senza ritardi.
Gli impianti che zincano tubi saldati o profilati aperti lavorano in linea: il materiale scorre attraverso pretrattamento, forno di asciugatura, bagno di zinco e soffiatura dell'eccesso con aria o vapore. Il processo è continuo e i fumi si formano in modo costante sopra la vasca e nella zona di soffiaggio.
La captazione è dimensionata di conseguenza, con condotti chiusi e filtri di grande superficie. I residui solidi raccolti dai filtri e dai cicloni di pre-separazione contengono zinco sotto forma di ossido e cloruro, oltre a particolato metallico fine trascinato dal soffiaggio.
Il codice corretto per questa frazione è 11.05.03*, da tenere distinto dalle ceneri di zinco che si formano sulla superficie del bagno e che hanno voce propria.
Bulloni, dadi, rondelle e piccoli accessori si zincano in cestelli che vengono immersi nel bagno e poi centrifugati per eliminare lo zinco in eccesso. Le superfici per chilogrammo di materiale sono molto alte e il flussante presente sui pezzi è proporzionalmente maggiore, quindi lo sviluppo di fumi a ogni calata è intenso.
Le cabine di aspirazione sopra la vasca convogliano i fumi a un filtro a secco. La polvere separata, bianca o grigia, viene raccolta in fusti a tenuta e gestita come EER 11.05.03*.
Nelle officine di questo tipo il rifiuto si accumula in piccole quantità frequenti; annotare ogni carico nel registro tramite un software per RENTRI evita di perdere il filo fra produzione e conferimento.