11.05.01 · 2026-09-28 · 21:42:31
Il codice EER 11.05.01 copre lo zinco solido che residua dalla galvanizzazione a caldo: matte, colature e grumi metallici. Vediamo chi lo produce e come tracciarlo con un gestionale RENTRI.
zinco solido
Il codice EER 11.05.01 identifica lo zinco solido che residua dai processi di galvanizzazione a caldo. Si tratta della frazione metallica che si separa dal bagno di zinco fuso: le cosiddette matte o zinco duro, leghe ferro-zinco che si depositano sul fondo della vasca, e le colature, gocce e sbavature che si staccano dai pezzi durante l'estrazione e il raffreddamento. Sono materiali compatti, non polverulenti, raccolti periodicamente per mantenere il bagno in condizioni di lavoro.
Il rifiuto sta nel capitolo 11 perché deriva dal rivestimento di metalli, e nel sottogruppo 11.05 dedicato in modo specifico alla zincatura a caldo. Va distinto dal 11.05.02, che copre le ceneri di zinco, cioè la frazione ossidata e più leggera che si forma in superficie, e dai codici con asterisco dello stesso sottogruppo, riferiti ai residui del flussaggio.
Il codice non è pericoloso: non porta asterisco e non richiede la verifica delle caratteristiche di pericolo. Resta comunque un rifiuto speciale prodotto da attività industriale, soggetto alla tracciabilità ordinaria. Sul piano pratico lo zinco solido ha un valore economico rilevante e viene quasi sempre avviato a recupero presso raffinerie di zinco secondario. Per questo conviene una registrazione ordinata dei prelievi: con un software per RENTRI i movimenti del codice 11.05.01 restano allineati tra pesate, registro e formulari, senza doppie annotazioni.
Una zincheria che lavora carpenteria per conto terzi immerge in vasche di zinco fuso a circa 450 gradi travi, ringhiere, grigliati e strutture saldate. Il ferro dei pezzi si scioglie in piccola parte nel bagno e reagisce con lo zinco formando leghe ferro-zinco più dense del metallo fuso, che precipitano sul fondo. Periodicamente l'operatore le estrae con attrezzi dedicati e le lascia solidificare in lingottiere o casse.
A queste matte si aggiungono colature e gocce che cadono dai pezzi durante il sollevamento. Tutto il materiale viene accumulato in cassoni e conferito come EER 11.05.01, quasi sempre a un impianto di recupero dello zinco. Per un impianto con volumi continui la gestione rifiuti con RENTRI passa da una registrazione regolare di questi prelievi.
Le linee che zincano tubi, nastri e profilati in continuo fanno passare il materiale attraverso un bagno di zinco a velocità costante. Anche qui il ferro del substrato alimenta la formazione di leghe pesanti sul fondo della vasca, e l'asportazione periodica delle matte è una manutenzione ordinaria del processo. Si producono inoltre sbavature agli ugelli di soffiaggio e residui che si solidificano sui bordi della vasca e sui rulli.
Trattandosi di zinco metallico compatto, il rifiuto rientra nel 11.05.01 e non nelle ceneri del 11.05.02. Volumi elevati e cadenze fisse rendono utile un software per RENTRI che tenga allineati pesate, registro e formulari per ogni conferimento.
Gli impianti che zincano bulloneria, viti, staffe e piccoli particolari lavorano in cesti e usano la centrifuga per eliminare lo zinco in eccesso subito dopo l'estrazione dal bagno. Lo zinco espulso si solidifica sulle pareti della centrifuga e nei raccoglitori sotto forma di grumi e scaglie metalliche. Anche il bagno, sollecitato dal continuo ricambio di pezzi ad alta superficie specifica, genera matte da rimuovere.
Il materiale raccolto è zinco solido a tutti gli effetti e viene classificato come EER 11.05.01. Le quantità per singolo prelievo sono modeste ma frequenti: un gestionale RENTRI aiuta a non perdere i movimenti minori, che sommati nell'anno pesano sul dato complessivo dell'azienda.