Cosa rientra nel codice EER 06.09.02, cosa sono le scorie fosforose e quali attività le producono, dalla produzione di fosforo ai fertilizzanti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scorie fosforose
Il codice EER 06.09.02 identifica le scorie fosforose, cioè i residui solidi vetrosi o cristallini che restano dopo la produzione di fosforo elementare e di composti del fosforo in forno elettrico. Sono scorie ricche di silicati e fosfati di calcio, non pericolose.
In pratica vi rientrano le scorie raccolte alla colata del forno, quelle frantumate e vagliate e i residui solidi di raffreddamento del processo. Il materiale ha buone caratteristiche meccaniche e, in alcuni casi, può essere avviato a recupero in edilizia e nei sottofondi stradali. La scoria fosforosa è una massa vetrosa e dura, con una composizione stabile di silicati di calcio, e sul mercato si usa anche come riempimento stradale.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 06.09, dedicato ai rifiuti dei prodotti fosforosi e dei processi chimici del fosforo, nel capitolo 06 dei processi chimici inorganici. Si distingue dalle voci vicine sui rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio. Il materiale è utile anche per la sua costanza di composizione: una caratterizzazione periodica basta di norma a confermare nel tempo la classificazione adottata.
Il codice non porta asterisco, ma resta importante verificare con analisi la composizione, perché eventuali tracce di fosforo elementare o di altri contaminanti cambierebbero la classificazione. Per un produttore di fosforo, un’industria dei fosfati o un impianto di recupero, un software per RENTRI che registri le scorie in uscita, con peso e destinatario, aiuta a separare la parte avviata all’uso edile da quella smaltita.
Nei forni elettrici che riducono i minerali fosfatici per ottenere fosforo si forma una scoria fusa che viene raffreddata, solidificata e allontanata. È il residuo principale del processo e rientra in questa voce.
Le scorie vengono raccolte, frantumate e vagliate; secondo le caratteristiche possono essere recuperate come inerti o avviate a smaltimento in impianti autorizzati, in base ai risultati delle analisi.
Con un gestionale RENTRI lo stabilimento di fosforo registra le scorie raccolte alla colata per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota frantumata e venduta come inerte.
Le industrie che producono fosfati per uso alimentare, industriale o agricolo trattano materie prime fosfatiche e producono scorie di lavorazione e residui solidi di purificazione non pericolosi.
I residui vengono stoccati in aree attrezzate e destinati a impianti di recupero o discarica; la regolarità dei flussi consente di pianificare i conferimenti.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria dei fosfati di collegare i residui solidi ai lotti di produzione, e di conservare le analisi sulle tracce di fosforo e di metalli.
Gli impianti di recupero ricevono scorie dei processi chimici e le trattano per ottenere materiali per sottofondi, riempimenti o altre applicazioni, previa verifica delle caratteristiche.
Ogni partita viene accettata dopo controllo documentale e analisi, poi frantumata e vagliata; la tracciabilità dall’origine all’uso finale è parte essenziale del recupero. Le analisi periodiche sul prodotto recuperato dimostrano che il materiale rispetta i requisiti di legge per l’uso previsto.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero per usi edili a registrare ogni partita con il produttore e le analisi di accettazione, e a collegare le scorie frantumate ai cantieri di impiego.