Cosa rientra nel codice EER 06.06.02*, perché i rifiuti contenenti solfuri pericolosi richiedono cautela e quali attività li producono, dalla chimica dello zolfo alla concia. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti contenenti solfuri pericolosi
Il codice EER 06.06.02* identifica i rifiuti contenenti solfuri pericolosi che si generano nella produzione, formulazione e uso di prodotti dello zolfo e nei processi di desolforazione. Sono residui solidi, fanghi o soluzioni in cui i solfuri sono presenti in forma tale da conferire al rifiuto caratteristiche di pericolo.
In pratica vi rientrano le soluzioni esauste di solfuro di sodio, i fanghi e i residui di reazione ricchi di solfuri, i reagenti di processo scaduti e i materiali di pulizia degli impianti contaminati. Il rischio principale è lo sviluppo di acido solfidrico, un gas tossico, quando il rifiuto entra in contatto con acidi. Il solfuro di sodio libera idrogeno solforato a contatto con gli acidi, un gas tossico e mortale a bassa concentrazione, e per questo i contenitori vanno tenuti lontano da ogni acido.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 06.06, dedicato ai rifiuti dei prodotti chimici contenenti zolfo, dei processi chimici dello zolfo e della desolforazione, nel capitolo 06 dei processi chimici inorganici. Va tenuta distinta dalla voce 06.06.03, che comprende i rifiuti con solfuri non pericolosi.
L’asterisco segnala la pericolosità: questi rifiuti vanno tenuti lontani da acidi, raccolti in contenitori idonei e conferiti a impianti autorizzati al trattamento chimico-fisico. Per un impianto di composti dello zolfo, una conceria o un impianto di desolforazione, un gestionale RENTRI che registri le soluzioni e i fanghi con solfuri in uscita, con volume e destinatario, aiuta a tenere separato un flusso pericoloso.
Un impianto che produce solfuri e altri composti dello zolfo genera soluzioni di scarto, fanghi di reazione e residui di pulizia degli apparecchi. Quando contengono solfuri in concentrazioni pericolose, vanno gestiti con questo codice.
I residui vengono raccolti in contenitori chiusi, tenuti separati da qualsiasi fonte di acidi e avviati a trattamento chimico-fisico in impianti autorizzati; la caratterizzazione guida la scelta della destinazione.
Con un software per RENTRI l’impianto chimico registra le uscite di soluzioni e di fanghi con solfuri per lotto, con volume e destinatario, e conserva le schede di sicurezza dei composti.
Nella concia delle pelli il solfuro di sodio è usato nella fase di depilazione e calcinaio. I bagni esausti e i fanghi che ne derivano contengono solfuri e vanno gestiti con cautela, perché l’acidificazione accidentale libera acido solfidrico.
I bagni e i fanghi vengono raccolti separatamente dai reflui acidi e inviati a depurazione o trattamento autorizzato; la separazione dai flussi acidi è la precauzione fondamentale.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla conceria di collegare i bagni di depilazione esausti ai lotti di pelli lavorati, e di tenerli distinti nei registri dai reflui acidi.
Gli impianti che rimuovono lo zolfo da gas e correnti di processo producono masse di reazione e soluzioni di lavaggio ricche di solfuri. Quando il contenuto è pericoloso, il rifiuto rientra in questa voce.
Le masse esauste vengono sostituite periodicamente, raccolte in contenitori sigillati e conferite a impianti di trattamento o smaltimento autorizzati, con attenzione al rischio di emissioni di gas tossici.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di desolforazione a registrare le sostituzioni delle masse di reazione, con la data, il peso e il destinatario, in contenitori sigillati.