06.05.03 · 2026-09-28 · 14:22:33
Il codice EER 06.05.03 identifica i fanghi non pericolosi prodotti dalla depurazione interna delle acque di processo negli stabilimenti di chimica inorganica. Cosa contiene, perché è una voce a specchio e come si inserisce nella gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06 05 02
Il codice EER 06.05.03 identifica i fanghi che si formano quando uno stabilimento di chimica inorganica tratta le proprie acque di processo direttamente sul posto, prima dello scarico o del ricircolo. Il trattamento in loco è il punto centrale della definizione: il fango nasce dentro il perimetro dell'impianto, in una sezione di depurazione asservita alla produzione, e non in un depuratore consortile o di terzi. In quel caso il codice sarebbe un altro, nel capitolo 19.
La collocazione nel capitolo 06 dipende dall'origine del refluo. Le acque provengono da produzioni di acidi, basi, sali, ossidi metallici, pigmenti, composti dello zolfo o dell'azoto, e il fango porta con sé la stessa impronta chimica: idrossidi metallici, solfati, carbonati, gesso, residui della neutralizzazione con calce o soda. Il sottogruppo 06.05 raccoglie proprio questi fanghi di depurazione interna.
Il 06.05.03 è una voce a specchio. Il 06.05.02* riguarda i fanghi contenenti sostanze pericolose, il 06.05.03 tutto il resto. Attribuire la voce non pericolosa richiede quindi una caratterizzazione analitica che escluda il superamento delle soglie, perché l'assenza dell'asterisco sul catalogo non basta da sola. Una volta classificato, il rifiuto segue i flussi ordinari di deposito temporaneo, registro e formulario, che per i soggetti iscritti transitano dal RENTRI. Un software per RENTRI serve a tenere allineati codice, quantità e referti di analisi senza doppie trascrizioni.
Gli stabilimenti che producono ossidi di ferro, biossido di titanio, ossido di zinco o pigmenti a base di cromo e cobalto lavorano in soluzione acquosa e generano reflui carichi di sali metallici, acidi residui e particolato fino. Le acque passano in un impianto di trattamento interno con neutralizzazione a calce, flocculazione e sedimentazione. Il fango che si deposita sul fondo dei chiarificatori è il 06.05.03, purché le analisi confermino che i metalli presenti restano sotto le soglie di pericolosità.
Il volume prodotto è rilevante e costante, quindi il codice compare in quasi tutti i movimenti in uscita. Un gestionale RENTRI collegato alla pesa e ai lotti di analisi riduce gli errori di attribuzione tra 06.05.02* e 06.05.03.
La produzione di cloro, soda caustica, ipoclorito, cloruri e solfati comporta lavaggi di salamoia, spurghi di celle e acque di processo con residui di sale, idrossidi di magnesio e calcio, tracce di solfati. Questi reflui vengono trattati nello stabilimento con precipitazione chimica e filtropresse, e il pannello di filtrazione costituisce un fango classificabile come 06.05.03 quando la caratterizzazione esclude mercurio, metalli pesanti o altri contaminanti oltre limite.
La distinzione dalla voce a specchio va documentata e conservata, perché il capitolo 06 è tra quelli in cui i controlli sulla classificazione sono frequenti. Nella gestione rifiuti con RENTRI il referto analitico diventa il documento di appoggio del codice registrato nel movimento.
Chi produce fertilizzanti inorganici, fosfati, nitrati o solfato ammonico tratta acque di lavaggio impianti, condense e spurghi con carichi di nutrienti e sali. La depurazione interna prevede in genere neutralizzazione, precipitazione dei fosfati con calce e sedimentazione, con formazione di fanghi gessosi e calcarei che rientrano nel 06.05.03. Le voci 06.09 restano invece per i residui specifici del processo produttivo del fosforo, non per la depurazione dei reflui.
Il fango è spesso destinato a recupero o a discarica per non pericolosi, e la scelta dell'impianto dipende dal tenore di fluoruri e metalli. Un software per RENTRI con anagrafiche dei destinatari e delle autorizzazioni permette di verificare la coerenza del codice con l'impianto di destino prima di emettere il formulario.