Cosa rientra nel codice EER 06.02.03*, perché l’idrossido di ammonio di scarto è un rifiuto pericoloso delle basi e quali attività lo producono, dai processi chimici ai trattamenti industriali. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
idrossido di ammonio
Il codice EER 06.02.03* identifica l’idrossido di ammonio di scarto, cioè le soluzioni di ammoniaca in acqua esauste o fuori specifica, che derivano dai processi di produzione, formulazione e uso delle basi. È materiale alcalino da gestire come rifiuto.
In pratica vi rientrano le soluzioni ammoniacali fuori specifica, i residui di idrossido di ammonio dei processi chimici e dei trattamenti industriali, le soluzioni di lavaggio esauste e i reflui che sviluppano vapori di ammoniaca. È materiale corrosivo e volatile, con odore pungente caratteristico. L’ammoniaca in soluzione sviluppa vapori irritanti già a temperatura ambiente, e non va mai miscelata con prodotti a base di cloro, per il rischio di gas tossici.
Nell’elenco europeo la voce sta nel sottocapitolo 06.02, dedicato ai rifiuti delle basi. Va tenuta distinta dall’idrossido di calcio (06.02.01*) e dall’idrossido di sodio e di potassio (06.02.04*): qui la base è l’idrossido di ammonio.
L’asterisco segnala la pericolosità: l’alcalinità e la volatilità dell’ammoniaca impongono di raccogliere queste soluzioni in contenitori a tenuta ben chiusi, di tenerle separate dagli acidi e di conferirle a impianti autorizzati. Per un impianto chimico, un’industria elettronica o un laboratorio, un gestionale RENTRI che registri le soluzioni ammoniacali in uscita, con volume e destinatario, aiuta a tenerle separate dagli acidi.
Un impianto chimico che impiega soluzioni di idrossido di ammonio nei processi di sintesi e di regolazione del pH genera soluzioni esauste e fuori specifica. Questi reflui ammoniacali vanno gestiti come rifiuto.
Le soluzioni vengono raccolte in serbatoi chiusi per contenere i vapori e conferite a impianti autorizzati al trattamento dei reflui azotati; i volumi dipendono dai cicli produttivi.
Con un software per RENTRI l’impianto chimico registra le uscite di soluzioni ammoniacali per serbatoio chiuso e per periodo, con volume e destinatario, e conserva le schede di sicurezza.
Un’industria elettronica usa soluzioni di idrossido di ammonio nei bagni di sviluppo e pulizia dei circuiti. Con l’uso le soluzioni si esauriscono e si caricano di residui, diventando un rifiuto da smaltire.
I bagni esausti vengono raccolti in contenitori a tenuta e conferiti a impianti autorizzati; la gestione separata evita il contatto con i reflui acidi del ciclo produttivo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’industria elettronica di collegare i bagni di sviluppo esausti alle linee di circuiti, e di vedere se la sostituzione dei bagni segue i volumi prodotti.
Un laboratorio impiega l’idrossido di ammonio come reagente nelle analisi e nelle preparazioni. I residui e le soluzioni esauste si raccolgono in piccoli volumi ma vanno gestiti come rifiuto pericoloso per l’alcalinità e la volatilità.
I residui vengono raccolti in contenitori etichettati ben chiusi, tenuti separati dalle sostanze acide e conferiti a ditte autorizzate; la ventilazione e la chiusura dei contenitori contengono i vapori.
Un gestionale RENTRI aiuta il laboratorio di ricerca a registrare i pochi ritiri periodici dei residui ammoniacali, con la data e la ditta che li prende in carico, tenuti lontani dagli acidi.