Cosa rientra nel codice EER 03.01.05, perché la segatura, i trucioli e i residui di legno, pannelli e piallacci privi di sostanze pericolose non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 04
Il codice EER 03.01.05 identifica la segatura, i trucioli, i residui di taglio, il legno, i pannelli di truciolare e i piallacci della lavorazione del legno quando non contengono sostanze pericolose. È il tipico scarto delle lavorazioni del legno pulito, non trattato né contaminato da colle o vernici pericolose.
In pratica vi rientrano la segatura e i trucioli di legno naturale, i residui di taglio e gli sfridi di legname non trattato, i piallacci e gli scarti di pannelli privi di resine e colle pericolose. È materiale legnoso recuperabile, prodotto in grandi volumi nelle lavorazioni del legno. La segatura pulita vale più di quella mescolata a legno trattato, perché può diventare pellet o pannello senza rischi di contaminare il prodotto finito.
Nell’elenco europeo la voce sta nel sottocapitolo 03.01, dedicato ai rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli e mobili. È la versione non pericolosa di segatura e trucioli e va tenuta distinta dalla stessa tipologia contenente sostanze pericolose (03.01.04*) e dagli scarti di corteccia e sughero (03.01.01).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, a condizione che il legno non sia trattato o contaminato: è questa la differenza con il 03.01.04*. La destinazione tipica è il recupero come biomassa, per la produzione di pannelli e pellet o per lettiere. Per una segheria, un produttore di pellet o un imballaggificio, un gestionale RENTRI che registri le uscite di segatura e di trucioli, con peso e destinatario, aiuta a documentare un legno naturale che resta tale.
Una segheria o una falegnameria che lavora legno massello non trattato produce in continuità segatura, trucioli e sfridi di taglio. È il flusso più caratteristico dell’attività, con volumi legati alla quantità di legname lavorato.
Questi scarti di legno pulito vanno raccolti, spesso con sistemi di aspirazione, e avviati a recupero come biomassa, pellet o lettiere, tenendoli distinti dagli scarti di legno trattato. La separazione mantiene alto il valore del materiale.
Con un software per RENTRI la segheria registra le uscite di segatura e di trucioli per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota venduta ai produttori di pellet e di pannelli.
Un produttore di pellet e cippato riceve segatura e trucioli di legno naturale dalle segherie e dalle falegnamerie per trasformarli in combustibile. Lo scarto di legno pulito è la materia prima di questo recupero.
La qualità e l’assenza di contaminazioni del materiale in ingresso, in particolare l’assenza di legno trattato o verniciato, sono essenziali; l’impianto verifica provenienza e composizione dei conferimenti.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di pellet di collegare ogni fornitura di legno naturale al fornitore e alla qualità del materiale, e di verificare l’assenza di legno trattato.
Un’azienda che produce imballaggi e pallet in legno genera sfridi, residui di taglio e segatura di legno non trattato dalle lavorazioni. Sono scarti di legno pulito riconducibili a questo codice.
Il materiale va raccolto e avviato a recupero come biomassa o per la produzione di pannelli, tenendolo distinto da eventuale legno trattato. La separazione alla fonte ne agevola la valorizzazione.
Un gestionale RENTRI aiuta l’imballaggificio a registrare sfridi, residui di taglio e segatura in uscita, con la data, il peso e il destino scelto tra biomassa e pannelli.