Cosa rientra nel codice EER 03.01.01, perché gli scarti di corteccia e sughero della lavorazione del legno non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle segherie alle aziende del sughero. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di corteccia e sughero
Il codice EER 03.01.01 identifica gli scarti di corteccia e sughero che si producono nella prima lavorazione del legno. Sono i rivestimenti esterni del tronco e i residui di sughero rimossi prima di ridurre il legname in tavole, pannelli o semilavorati. È materiale legnoso naturale, non trattato.
In pratica vi rientrano la corteccia staccata dai tronchi nelle operazioni di scortecciatura, i residui e gli sfridi di sughero della lavorazione, le scaglie e la polvere di corteccia. È materiale organico vegetale, prodotto in volumi anche rilevanti nelle segherie e negli impianti di prima lavorazione.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 03.01, dedicato ai rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli e mobili, nel capitolo 03. Va tenuta distinta da segatura, trucioli e residui di taglio, che hanno i codici 03.01.04* se contengono sostanze pericolose e 03.01.05 se non le contengono, e dagli scarti di corteccia della filiera della carta (03.03.01).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di legno naturale non trattato; la destinazione tipica è il recupero energetico come biomassa, la produzione di cippato o il compostaggio. Per una segheria, un’azienda del sughero o un impianto a biomassa, un gestionale RENTRI che registri le uscite di corteccia e di sfridi, con peso e destinatario, aiuta a distinguere la biomassa venduta dai rifiuti conferiti.
Una segheria che riceve tronchi li scorteccia prima della segagione, producendo grandi quantità di corteccia di scarto. È un flusso costante e voluminoso, legato alla quantità di legname lavorato e alla specie trattata.
La corteccia, materiale legnoso naturale, viene raccolta e avviata a recupero, spesso come biomassa per energia o come materiale pacciamante, tenendola distinta dal legno trattato o verniciato. La separazione alla fonte ne migliora la valorizzazione.
Con un software per RENTRI la segheria registra le uscite di corteccia per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota avviata a recupero energetico come biomassa.
Un’azienda che lavora il sughero per produrre tappi, pannelli o rivestimenti genera sfridi e residui di sughero dalla selezione e dal taglio della materia prima. Sono scarti di un materiale naturale, in volumi legati alla produzione.
Questi residui vanno raccolti e destinati al recupero, spesso verso la macinazione per sughero rigenerato o la valorizzazione energetica, tenendoli distinti da eventuali materiali trattati. La separazione ne facilita il reimpiego.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda del sughero di collegare gli sfridi di lavorazione ai lotti di tappi o di pannelli, e di seguire la macinazione per sughero rigenerato.
Un impianto che produce cippato e biomassa legnosa riceve corteccia e residui legnosi naturali dalle segherie per trasformarli in combustibile o materiale per pacciamatura. La corteccia di scarto è una delle materie prime di questo recupero.
La qualità e l’assenza di contaminazioni del materiale in ingresso, in particolare l’assenza di legno trattato, sono condizioni per il recupero; l’impianto verifica provenienza e composizione dei conferimenti.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di biomassa legnosa a registrare ogni carico di corteccia con il produttore e la verifica d’ingresso, e a collegare il cippato ottenuto ai lotti ricevuti.